La Pedemontana Veneta, la grande superstrada che collega Montecchio Maggiore a Spresiano per 94,7 chilometri, continua a essere al centro del dibattito politico ed economico della regione. Nonostante gli anni di lavori e gli ingenti investimenti pubblici, il traffico rimane ben al di sotto delle attese, e i conti dell’infrastruttura mostrano un rosso pesante.
Secondo quanto riportato da Il Mattino di Padova, nel 2025 il disavanzo tra incassi e costi ha superato i 50 milioni di euro. La Regione, infatti, ha incassato 114,3 milioni dai pedaggi, ma ha dovuto versare 164,4 milioni come canone contrattuale al concessionario Sis — una cifra che quest’anno è salita a oltre 171 milioni, pari a più di 14 milioni al mese.
Traffico dimezzato rispetto alle previsioni
Elena Ostanel, consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, parla di un’“infrastruttura per pochi, che tutti i veneti stanno pagando”. Secondo lei, il principale nodo è la sovrastima del traffico fatta in fase di progettazione. I dati reali mostrano un flusso medio di poco meno di 20.000 veicoli al giorno, circa 10.000 in meno rispetto alle previsioni iniziali.
Ostanel sottolinea come questa differenza strutturale non possa essere ridotta a una “fase iniziale di rodaggio”: «Dopo due anni e con incentivi in corso – spiega – i numeri non migliorano. Il dato attuale è ormai strutturale».
Pedaggi alti e percorsi poco convenienti
Tra le ragioni individuate per il flop di utenza c’è anche la scarsa convenienza economica e logistica. Il Veneto è caratterizzato da un tessuto produttivo diffuso e da spostamenti brevi. Sfruttare la Pedemontana spesso significa allungare il tragitto e affrontare pedaggi molto elevati.
Molti automobilisti, soprattutto per percorsi interni, preferiscono le strade provinciali: «Nessuno – osserva Ostanel – è disposto a viaggiare diversi chilometri solo per imboccare la Pedemontana e poi percorrerne una ventina a costi esorbitanti». Nemmeno le tariffe scontate per i mezzi pesanti hanno raggiunto risultati significativi.
Le perdite operative si stanno riflettendo direttamente sui conti pubblici. La Regione Veneto, per rispettare gli impegni contrattuali verso il concessionario, ha già stanziato 100 milioni di euro negli ultimi due anni, fondi sottratti — denuncia Ostanel — a settori essenziali come sanità, casa e diritto allo studio. Nel 2024, ad esempio, non sarebbero bastate le risorse per garantire le borse di studio agli studenti universitari aventi diritto. La consigliera Avs chiede ora la convocazione di un consiglio straordinario per rivedere il contratto con la Società Pedemontana Veneta e valutare una rinegoziazione. Una possibile soluzione, ventilata da alcuni, sarebbe un intervento economico dello Stato; ma Ostanel la giudica “uno smacco per una Regione che parla di autonomia”.
di Redazione AltovicentinOnline
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