poli raggi home

‘Il Veneto deve tornare a essere attrattivo come è sempre stato’

E’ senza dubbio il cavallo di razza sul quale punta il Pd vicentino per la prossima tornata elettorale regionale di settembre. Basta ascoltarlo per cinque minuti per rimanere colpiti dalla qualità delle argomentazioni con cui vuole arrivare alla Regione Veneto:  qualità e sostanza di contenuti concreti, che toccano le difficoltà dell’Italia dei giovani,  ma anche della terza età. Colpiti dalla moderazione che manca di questi tempi.

Giacomo Possamai, 30 anni, vicentino, ma molto conosciuto nell’hinterland di Thiene e Schio, è partito con la sua campagna elettorale con l’umiltà che lo contraddistingue.

Eppure basta guardare il suo curriculum per rendersi conto che nonostante la giovane età è riuscito a portare a termine un numero importante di esperienze, in primis la scuola di Enrico Letta, della quale parla a ‘bassa voce’ perché non ci sta ad essere additato tra quelli a cui la vita ha dato più opportunità degli altri.

“E’ stata una scelta, che oggi giorno è consentita a chiunque voglia intraprendere un percorso formativo imprescindibile per chi deve amministrare e deve sapere fare le cose – racconta Possamai, con sguardo ingenuo, ma carico delle certezze di chi ha studiato – La scuola che ho frequentato è accessibile a chiunque, grazie anche a delle borse di studio che rendono gratuito l’iter di formazione anche a chi non se lo potrebbe permettere”.

Giacomo Possamai ha i numeri della gioventù, dell’educazione di chi è cresciuto sfogliando i giornali quando molti suoi coetanei giocavano con le macchinine. Quando parla e si confronta arriva a chi gli sta di fronte, la differenza che fanno dei genitori che lo hanno seguito attentamente e che gli hanno impartito valori che Giacomo Possamai sente forti, come  l’obiettività di un padre giornalista, abituato a valutare i fatti da tutte le angolazioni. Quando snocciola i punti della sua campagna elettorale parte proprio dai giovani, da quei ragazzi che se ne vanno in Emilia Romagna o in Lombardia in cerca di fortuna, perché non hanno chance professionali coerenti con i loro studi: “Capita che se fai una scuola professionale riesci a trovare nella Regione Veneto un posto in fabbrica e assicurarti lo stipendio di fine mese, ma se fai l’università spesso devi andare  dove il tuo bagaglio di studi può trovare una risposta lavorativa. Questa è una società dove occorre una inversione di tendenza e dalla quale i cervelli non devono fuggire. La Regione Veneto, lo dicono gli studi, non è più attrattiva e deve ritornare ad esserlo. Mi piacerebbe impegnarmi su questo fronte perchè quello che dico non deve rimanere uno spot, ma deve rappresentare una base per mettere in moto concretamente il sistema attuale e cambiare in modo pratico le cose nei nostri territori”.

Possamai, che cosa vuole portare in Regione?

In Veneto c’è l’abitudine che le cose vadano bene da sole e che non serva il supporto della politica in un’economia che si è sviluppata in modo autonomo, grazie al valore di un’imprenditorialità che si è sempre distinta. Le cose, invece, sono cambiate, bisogna prendere atto dei nuovi scenari e oggi la nostra economia ha bisogno di un supporto politico che funga da cornice .

 Che cosa contesta alla Regione?

Zaia è indubbiamente un grande comunicatore, lo ha dimostrato in questa emergenza covid, dove ha saputo distinguersi a livello nazionale proprio per quel suo saper parlare alla gente, anche rassicurandola. Con onestà intellettuale devo riconoscergli il merito di avere gestito bene questo momento storico, che però non si è ancora concluso, perché dall’emergenza sanitaria siamo già passati ad una emergenza economica, che sarà una sfida governare. Fino a quando ci si limita alle parole si può essere più o meno bravi, ma occorre affrontare i problemi, non dribblarli, come Zaia sa fare abilmente.

Se dovesse approdare in Regione, da dove comincerebbe?

Inizierei dalla Sanità, che non è più quella di prima e che ‘occupa’ oltre il 70% del bilancio e all’interno della quale c’è il grosso della spesa libera. Oggi c’è una forte spinta verso il privato, ma bisogna valutare molto bene questo aspetto, poiché la Sanità è un argomento da maneggiare con cura. Come conseguenza dell’emergenza covid, nei prossimi anni arriveranno moltissimi soldi per la Sanità. Ritengo doveroso che vengano usati nei territori, soprattutto perché il coronavirus ci ha insegnato che è la medicina territoriale quella che ci salva. Quello che è fondamentale, di conseguenza, è avere una classe politica pronta e preparata a gestire questo grande flusso di fondi in modo da non sperperarli e garantire servizi ai cittadini. E’ un momento storico particolare, serio e da cui dipende il nostro futuro, non si può governare parlando con il fine di colpire la gente comune. Serve concretezza e saper governare con i fatti, al di là delle belle parole.

Eppure, la gente comune è attratta dai politici che comunicano bene e non si preoccupano di chi ha le redini in mano…

Sembra che le persone facciano una distinzione netta tra le competenze regionali e quelle dello Stato e in molti sono prontissimi a dare battaglia quando c’è una mancanza che arriva da Roma, mentre sembrano tollerare i ‘difetti’ del governo regionale. Ad esempio, tutti si indignano se non arrivano i soldi della cassa integrazione, si scagliano contro il governo, leggiamo insulti inenarrabili. Questo invece non succede quando, ad esempio, vengono tagliati alcuni servizi alla Sanità. Quello che sta accadendo alle fasce deboli è molto preoccupante e riguarda gli anziani. Tra 20 anni gli anziani avranno pochissimi figli e molti di questi figli saranno residenti all’estero. Questo significa che ci sarà un imponente ritorno alle Rsa. Ma dalla Regione Veneto non emergono piani di gestione per questo problema. L’allarme viene lanciato da anni ma ad oggi non esiste nessun documento che dimostri che la Regione Veneto sta affrontando questo gravissimo problema.

Cosa ne pensa della riforma con Azienda Zero?

Ritengo che sia sbagliato accentrare tutto in un’unica centrale di acquisti che gestisca sia le forniture che la territorialità. Quello che è emerso è stata una razionalizzazione delle Ulss che poteva anche essere corretta, se avesse tenuto in considerazione le caratteristiche specifiche dei singoli territori che subivano i tagli. Ne è venuta fuori una riorganizzazione che ha tenuto conto più della politica che delle esigenze delle persone.

Domenica è stato con Lorenzoni sulle montagne dell’Altopiano…..


Quella di domenica è stata la prima di una serie di tappe che abbiamo pensato di dedicare alla montagna per stare insieme all’aria aperta, vista l’impossibilità di trovarci numerosi in spazi chiusi, e
per condividere momenti di spensieratezza alternati ad alcuni approfondimenti storici e politici.

E’ evidente che in un momento in cui a Vicenza si è addirittura deciso di cancellare la clausola antifascista questa camminata assume un valore simbolico ancora più forte: è un modo per riaffermare con forza i valori della Costituzione, che dovrebbero animare l’impegno di chiunque si dedichi ad un servizio pubblico come la politica.  Al di là del valore simbolico e politico, questa camminata vuole anche essere un’occasione per stare insieme e per dare un messaggio sulla riscoperta del nostro territorio: all’interno di un momento di straordinaria difficoltà come quello che stiamo vivendo, si nasconde anche una grande opportunità. Quest’anno tantissimi vicentini, vista la
complessità degli spostamenti sulla lunga distanza, sceglieranno di spendere le loro vacanze sul nostro territorio. Ed è un’occasione che va sfruttata per far conoscere maggiormente la nostra provincia e le sue bellezze: solo in Altopiano ci sono più di 80 malghe, che sono un patrimonio da straordinario da vivere e da scoprire”.

 

Rosa Natalia Bandiera

 

Dicono di lui

‘La curiosità per il mondo attorno a lui mi ha sempre colpito. Curiosità che si è ad esempio concretizzata fin da piccolo nella passione per i giornali: che si trattasse di Gazzetta dello Sport, quotidiani nazionali o giornale locale. Fin dai primi anni delle elementari leggeva dappertutto e a tutte le ore. Appena adolescente, ha  iniziato a fare la doccia attaccando il giornale al vetro del box con le mie pinze per capelli, poi, per mia fortuna, le compagne di classe gliene hanno regalata una grigia con i brillantini che ancora gira per casa. Non si può dire che, a doccia fatta, il giornale fosse come nuovo e leggibile da altri…

Valeria Stocchiero Possamai (mamma)

 

Ho conosciuto Giacomo quando ero Sindaco di Breganze. Mi colpirono la sua grande competenza e la sua umiltà: Giacomo non parla mai di ciò che non sa e, soprattutto, ammette di non sapere, cosa che ben pochi oggi fanno.

In un’epoca in cui tutti vogliono raggiungere il traguardo in fretta, prendendo scorciatoie e facendo lo sgambetto al proprio avversario, lui ha il coraggio di progettare, di costruire con pazienza, e senza colpire alle spalle, ma affrontando a viso aperto lo sfidante.

Non so dove trovi l’entusiasmo che lo anima, ma sicuramente si tratta di un sentimento contagioso, di cui mai come oggi abbiamo un gran bisogno!

Piera Campana

Spero di non aver nuociuto gravemente alla sua salute mentale. La prima partita allo stadio di Giacomo purtroppo è stata il 17 dicembre 1995: Vicenza – Cagliari 0 – 1
Una sconfitta che ha posto fine ad oltre 2 anni di imbattibilità casalinga. Lui aveva  appena cinque anni,  si era preparato prima di venire e aveva studiato le formazioni attraverso il suo album di figurine, che il nonno Paolo non mancava mai di comprare. Sapeva vita morte e miracoli dei giocatori, anche quelli della squadra avversaria.
Nonostante la sconfitta Giacomino non si è perso d’animo e allo stadio ci siamo andati ancora, ma in curva.
A lui piaceva molto perché c’erano i cori, si saltava e si incitava la squadra come meglio si poteva.
Se il Vicenza giocava in trasferta a volte l’ho portato anche a Tva Vicenza a vedere la partita. Era simpatico e incantava tutti anche per la sua competenza calcistica nonostante fosse così piccolo.

    Michela Lanzone (baby sitter e all’epoca anche collaboratrice di TVA per lo sport)

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