Secondo quanto riportato la settimana scorsa dal Corriere del Veneto, sulla base dei dati Enea, in Veneto restano 146,4 milioni di euro di lavori non conclusi legati al Superbonus. Si tratta dell’1,3% degli investimenti ammessi a detrazione nella regione, che ha registrato complessivamente oltre 11,2 miliardi di euro di interventi agevolati. Tra i casi più problematici ci sono soprattutto i condomini, alle prese con cantieri bloccati, imprese scomparse e contenziosi ancora aperti.

Il dato  sugli investimenti ammessi a detrazione  restituisce la dimensione di un problema che, pur rappresentando una quota limitata del totale, continua ad avere conseguenze concrete per famiglie e condomini. Dietro le cifre ci sono facciate lasciate a metà, cappotti termici mai completati, serramenti da sostituire e ponteggi rimasti installati anche dopo l’interruzione delle attività.

Veneto tra le regioni che hanno utilizzato di più il Superbonus

La portata del fenomeno va letta alla luce dell’ampio ricorso all’incentivo da parte del territorio veneto. Gli investimenti ammessi a detrazione hanno raggiunto 11 miliardi e 238,2 milioni di euro, facendo del Veneto la terza regione italiana per volume complessivo, dopo Lombardia ed Emilia-Romagna.

Ma c’è un altro dato che evidenzia quanto la misura abbia inciso sul patrimonio immobiliare locale. Secondo Federico Della Puppa, di Smartland, il Veneto è stato il territorio con la maggiore intensità di interventi rispetto al numero di famiglie: circa 2,8 interventi ogni 100 nuclei familiari, contro una media nazionale di 1,9.

Una diffusione così ampia ha prodotto risultati significativi sul fronte della riqualificazione degli edifici, ma ha anche esposto un numero elevato di proprietari ai problemi legati alla gestione dei lavori, alla solidità delle imprese e alle successive modifiche delle regole fiscali.

I 146,4 milioni di euro di interventi incompiuti rappresentano circa l’1,3% degli investimenti ammessi a detrazione in Veneto. Una percentuale contenuta rispetto al volume complessivo, che tuttavia non restituisce da sola la difficoltà vissuta da chi si ritrova con lavori interrotti e spese da affrontare per completare quanto era stato avviato.

Il nodo dei condomini: imprese fragili e cantieri abbandonati

A concentrare le situazioni più complesse sono soprattutto i condomini. A sottolinearlo è Fabio Bonfà, presidente della Federazione degli Ordini degli Ingegneri del Veneto, secondo cui una parte delle criticità deriva dall’affidamento dei lavori a società poco strutturate e prive di un’esperienza consolidata nel settore. L’espansione degli incentivi ha infatti attirato numerosi operatori, compresi soggetti che, secondo le analisi richiamate dagli esperti, non disponevano delle competenze o della solidità necessarie per gestire interventi articolati. In alcuni casi, le imprese avrebbero avviato i lavori per poi interromperli, lasciando i condomini senza un interlocutore in grado di portare a termine il progetto.

Il problema è particolarmente evidente negli edifici in cui gli interventi sono stati eseguiti soltanto in parte. La facciata può essere stata rinnovata, mentre il cappotto termico o la sostituzione degli infissi sono rimasti incompiuti. A quel punto, riprendere i lavori significa spesso individuare una nuova impresa, verificare quanto è stato realizzato e affrontare le questioni economiche e contrattuali rimaste aperte.

Crediti fiscali e contenziosi: perché sbloccare i lavori è difficile

Per molti proprietari, la conclusione del cantiere si è trasformata in una partita complicata anche sul piano finanziario. Le modifiche alle regole sulle agevolazioni e le difficoltà legate alla cessione dei crediti hanno reso più difficile gestire le spese residue e trovare le risorse necessarie per completare gli interventi.

Secondo Della Puppa, una parte delle situazioni più problematiche risale alle prime fasi del Superbonus e del bonus facciate, quando le condizioni per accedere alle agevolazioni e trasferire i crediti erano differenti da quelle introdotte successivamente. È in quel periodo che si sarebbero concentrate alcune delle vicende più controverse, comprese quelle legate a imprese che avrebbero incassato anticipi senza portare a termine le opere. Quando si apre un contenzioso, i tempi possono allungarsi ulteriormente. I condomini devono ricostruire i rapporti con l’impresa, verificare la documentazione e stabilire quali lavori siano stati effettivamente eseguiti. Nel frattempo, l’edificio può rimanere incompleto e i proprietari possono trovarsi a sostenere nuovi costi.

Su scala nazionale, gli interventi non conclusi ammontano a circa 2,2 miliardi di euro su 124,86 miliardi di investimenti ammessi a detrazione. Il Veneto registra dunque una quota relativamente contenuta, ma il problema rimane concreto per chi è rimasto intrappolato in un cantiere senza fine.

La possibile via d’uscita: nuovi incentivi per completare i lavori

Quali possibilità restano per i condomini veneti? Una strada indicata da Della Puppa è valutare l’eventuale ricorso a nuove agevolazioni per l’efficientamento energetico, tra cui il bonus al 65% di cui si è discusso, così da reperire parte delle risorse necessarie per concludere gli interventi.

Si tratta, tuttavia, di una prospettiva da verificare alla luce delle regole effettivamente applicabili, dei requisiti previsti e della situazione specifica di ciascun edificio. Non è detto, infatti, che tutti i lavori rimasti in sospeso possano beneficiare delle stesse agevolazioni o che i nuovi incentivi siano sufficienti a coprire le spese mancanti. La raccomandazione degli esperti è quindi di procedere con prudenza, soprattutto nella scelta delle imprese a cui affidare il completamento delle opere. Controllare l’affidabilità dell’azienda, la sua esperienza e la capacità di sostenere economicamente il cantiere può ridurre il rischio di ritrovarsi nuovamente nella stessa situazione.

Per il Veneto, la sfida è trasformare i cantieri rimasti a metà in interventi finalmente conclusi. I numeri mostrano che la maggior parte degli investimenti è arrivata a compimento, ma per le famiglie coinvolte nei casi più difficili il Superbonus continua a essere una questione aperta, tra lavori da finire, risorse da reperire e responsabilità ancora da chiarire.

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