C’è una parte del Castello di Thiene che non si vede passeggiando tra le sale affrescate, osservando gli arredi storici o ammirando la particolare architettura della dimora. È fatta di pergamene, lettere, mappe, registri, atti notarili e documenti che attraversano secoli di storia. È l’Archivio privato Porto Colleoni Thiene, custodito all’interno del Castello e oggi oggetto di un importante percorso di conservazione, catalogazione e valorizzazione. Un patrimonio che racconta non soltanto la storia delle famiglie che lo hanno prodotto, ma anche quella del territorio vicentino e delle sue trasformazioni.
Nove secoli di documenti
L’archivio raccoglie fondi delle famiglie Porto, Colleoni, Capra e Thiene, oltre a numerosi documenti provenienti da altri nuclei familiari e patrimoniali, arrivati nel tempo attraverso doti, eredità e lasciti. La documentazione copre un arco cronologico che va dall’XI al XX secolo. Al suo interno si trovano atti notarili e scritture su pergamena, bolle papali e ducali, privilegi imperiali, lettere, registri e volumi. A questo patrimonio si aggiunge una consistente raccolta di disegni: sono oltre 545, comprendenti più di 450 cartografie storiche e rappresentazioni manoscritte anteriori al 1866. Numeri che aiutano a capire la dimensione dell’archivio, ma soprattutto il suo valore come testimonianza della storia del territorio.
Non si tratta, infatti, soltanto di conservare documenti antichi. Le carte permettono di ricostruire proprietà, rapporti familiari, trasformazioni del paesaggio, vicende amministrative ed economiche e, più in generale, il rapporto tra le famiglie proprietarie della dimora e il territorio nel quale hanno vissuto per generazioni.
La Regione del Veneto lo considera un patrimonio di notevole interesse storico: l’archivio è stato vincolato nel 1972 e dichiarato di interesse regionale nel 2006. Dal 2016 è inoltre inserito nella rete degli Archivi Vicentini.
Negli ultimi anni il lavoro è proseguito con interventi di analisi, restauro, riordino e inventariazione informatizzata. A sostenere questi progetti sono stati, tra gli altri, la Fondazione Cariverona, la Regione del Veneto e il Ministero della Cultura. La Biblioteca Bertoliana ha contribuito al coordinamento scientifico del lavoro di descrizione inventariale, insieme alla Soprintendenza archivistica e bibliografica del Veneto e del Trentino-Alto Adige.
L’appuntamento di “Carte in dimora”
Sabato 3 ottobre 2026 alle 10 il pubblico avrà l’occasione di avvicinarsi a questo patrimonio grazie alla quinta edizione di “Carte in dimora. Archivi e Biblioteche: storie tra passato e futuro”, iniziativa promossa dall’Associazione Dimore Storiche Italiane.
Il Castello di Thiene partecipa all’iniziativa proponendo la consultazione di alcuni documenti dell’archivio storico, accompagnata dall’archivista Sofia Stefani, che segue il lavoro di conservazione e catalogazione del patrimonio. L’incontro si terrà nella Chiesa della Natività di Maria, all’esterno delle mura del Castello. La partecipazione è gratuita, ma con prenotazione obbligatoria. L’iniziativa assume un significato particolare perché mette al centro una tipologia di patrimonio spesso meno conosciuta rispetto agli edifici, alle opere d’arte e agli arredi delle dimore storiche. Gli archivi privati, infatti, possono essere considerati vere e proprie porte d’accesso alla storia locale. Dietro una mappa o un atto notarile possono emergere informazioni sul paesaggio, sulle proprietà, sulle famiglie e sulle comunità che hanno abitato un territorio.
Il Castello di Thiene da conoscere anche attraverso il tatto
Il percorso di valorizzazione del Castello non riguarda però soltanto la conservazione del passato. Un altro fronte è quello dell’accessibilità.
Il Castello di Thiene dispone già di una guida in Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), realizzata nell’ambito delle iniziative della Regione del Veneto. Lo strumento utilizza fotografie, testi semplificati e simboli per rendere le informazioni più facilmente comprensibili, con particolare attenzione alle persone con disabilità cognitive, alle persone con autismo, ai bambini e a chi può incontrare difficoltà nella lettura. La guida del Castello è inserita tra quelle messe a disposizione dalla Regione. A questo percorso si aggiunge ora un modello tattile del Castello, pensato in particolare per permettere alle persone cieche e ipovedenti di conoscere la struttura anche attraverso il tatto.
È un cambio di prospettiva importante: una dimora storica, normalmente conosciuta soprattutto attraverso la vista, può così essere raccontata anche attraverso una rappresentazione fisica dell’architettura. Il modello rientra nel progetto “Turismo sociale e inclusivo nel Veneto”, che coinvolge la Regione e le aziende Ulss del territorio. Per l’edizione 2024 del progetto, la Regione ha formalizzato accordi di collaborazione con le Ulss, tra cui l’Ulss 7 Pedemontana. L’iniziativa si inserisce nel più ampio quadro delle politiche nazionali per il turismo accessibile e inclusivo finanziate attraverso il Fondo per l’inclusione delle persone con disabilità.
M.L.

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