Uscirà venerdì 27 marzo, in tutte le librerie italiane “L’invasione. Dal fentanyl ai nuovi oppiacei: viaggio nel cuore di un’epidemia globale” (Salani editore, 208 pagine, 16,90 euro) il libro/inchiesta di Biagio Simonetta. L’epidemia di Fentanyl non è una storia americana. O, almeno, non è più soltanto americana. Nata nelle periferie degli Stati Uniti, alimentata da una combinazione letale di avidità farmaceutica, criminalità organizzata e disperazione sociale, la crisi degli oppioidi sta attraversando l’Atlantico in silenzio, insinuandosi in diverse città europee e riproponendo le stesse scene che da tempo si vedono a San Francisco o a Philadelphia.
Uomini e donne che camminano piegati su se stessi, corpi sospesi tra veglia e incoscienza, sguardi vuoti. Figure immobili sui marciapiedi, nei parchi, nelle stazioni, diventate parte del paesaggio urbano, tollerate e normalizzate. Oggi la ‘droga degli zombie’ si muove lungo le stesse rotte della globalizzazione, cambia formula chimica, viene chiamata con nomi differenti, viaggia in pacchi postali, più veloce delle leggi. E lentamente sta comparendo anche in Italia, dove continua a essere sottovalutata proprio come accadde con l’eroina all’inizio degli anni Settanta.
Con rigore investigativo e una costante ricerca di senso, Biagio Simonetta ricostruisce l’ascesa degli oppioidi sintetici – invisibili, economici, potentissimi – da farmaci miracolosi a sostanze che uccidono in pochi minuti. Attraverso dati, storie e testimonianze, racconta come una crisi sanitaria sia diventata un’emergenza sociale, economica e culturale. Questo non è un racconto lontano. È una mappa per riconoscere i segnali di un’invasione silenziosa che già avanza nelle nostre strade e nei nostri sistemi sanitari. Capire cosa è successo altrove è il primo passo per evitare un errore già visto: pensare che certi disastri riguardino sempre qualcun altro.
Biagio Simonetta è nato a Cosenza nel 1980 e da molti anni vive a Milano, dove lavora per Il Sole24Ore. Autore di numerose inchieste sulla criminalità organizzata, si è occupato della crisi degli oppioidi nel podcast Fentanyl. La molecola del diavolo, che è stato a lungo ai primi posti delle classifiche di ascolto.
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