Dopo l’apertura del Percorso Pio Penzo lo scorso 31 maggio tra le contrade di Piane, le celebrazioni per il centenario della nascita dell’incisore scledense entrano nel vivo con il secondo e centrale appuntamento: sabato 20 giugno, alle  17 al Lanificio Conte di Largo Fusinelle 1, si terrà il convegno inaugurale della grande mostra antologica.

Interverranno il critico d’arte Siro Perin e l’Accademico Olimpico Luca Trevisan, due dei più autorevoli conoscitori dell’opera di Penzo. La mostra, aperta fino al 9 agosto ogni sabato e domenica, dalle 10-13 e dalle 16-19, presenta circa 60 acqueforti che attraversano i grandi temi della ricerca dell’artista: i luoghi delle Piane, i boschi e la montagna, Venezia, la natura morta. In esposizione anche registrazioni audio in cui è la voce stessa di Penzo a raccontare la propria opera.

La mostra si inserisce in un programma di celebrazioni che ha preso avvio con il percorso artistico naturalistico inaugurato il 31 maggio: 7,3 km tra le contrade di Piane, undici tappe con le incisioni dell’artista riportate nei luoghi in cui erano nate. Un cerchio geografico e simbolico che si chiude accanto al cimitero dove riposa Penzo, prima di tornare in Piazza Piane.

Nato a Piane di Schio il 25 aprile 1926, Penzo si forma a Venezia con Mario Deluigi e con Cesco Magnolato. Ordinato sacerdote nel 1954, dedica la vita all’incisione: una cinquantina di mostre personali, opere nei musei di oltre venti Paesi, dall’Europa al Giappone agli Stati Uniti. Muore a Vicenza il 18 luglio 1988, lasciando un corpus in cui il paesaggio prealpino diventa linguaggio spirituale.

“Pio Penzo è un artista che appartiene profondamente a questa città e totalmente connesso a questo territorio”, dichiara l’assessore alla Cultura Marco Gianesini. “Il centenario è l’occasione per restituire la sua opera a chi non la conosce ancora, e per offrire a chi la conosce già una lettura più ricca e articolata attraverso le sue opere. In una intervista Pio Penzo ricordava che fino agli 8 anni non era mai uscito da Piane. Sicuramente un periodo felice. Sono proprio gli anni dell’infanzia a dare un’impronta fondamentale per l’intera vita. Non posso evitare di pensare ai tanti bambini che non hanno avuto la sua fortuna.   Nel caso di Pio Penzo questi anni si sono anche impressi nelle sue incisioni: essendo la sua casa nella parte alta, aveva la possibilità di vedere i tetti del paese, quei tetti che sono rimasti una costante in tutta la sua opera e non ha mai smesso di disegnare! Un po’ come i fienili del Camparo di Morandi. Vero è che questa visione a volo d’uccello resterà sempre nelle sue incisioni, caratterizzate da una grande pulizia formale e dalla ricerca di una semplicità che era anche nel carattere stesso dell’uomo Pio Penzo Tutte le testimonianze ci ricordano infatti un uomo semplice, un artista conscio delle proprie capacità, ma senza vanità, assorbito dal proprio lavoro, non particolarmente affezionato alle opere realizzate, ma sempre interessato a quelle da realizzare in un percorso di costante miglioramento.

Il Lanificio Conte, con la sua storia industriale e la sua vocazione culturale, è lo spazio ideale per accogliere le sue incisioni cui si aggiunge il nuovo Percorso Pio Penzo presso le contrade di Piane di Schio”.Info: museocivico@comune.schio.vi.it — tel. 0445 691343 —www.museopalazzofogazzaro.it

 

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