Per l’intero fine settimana appena trascorso Thiene è tornata indietro nel tempo. Tantissime persone hanno affollato le vie e le piazze del centro storico, trasformate per l’occasione in un grande borgo rinascimentale. Un tuffo nel 1492, all’epoca in cui il doge di Venezia Agostino Barbarigo concesse alla città il Mercato Franco, libero da dazi. Dame e cavalieri, armigeri e sbandieratori, musici, trampolieri, mercanti, artigiani, artisti, giullari e popolani hanno animato le strade, regalando ai visitatori un viaggio tra storia e tradizione. Per due giorni il centro è stato un susseguirsi di colori, musiche, spettacoli, antichi mestieri e profumi della cucina di un tempo, in un’atmosfera capace di far rivivere una pagina importante della storia cittadina.

Le strade e le piazze sono diventate il Campo della terra, tra piazzetta Ferrarin e le mura del Castello, il Borgo dei popoli in corso Garibaldi, il Campo della torre civica in piazza Chilesotti, il Campo dell’allegrezza in piazzetta Rossi, la Contrada delle arti e dei mestieri tra corso Garibaldi e via Trento e il Borgo delle merci foreste in via Roma. Ovunque bancarelle, botteghe e mercanzie hanno ricreato l’atmosfera della Thiene mercantile. Dai manufatti degli antichi mestieri alle botteghe della carta, della paglia, della ceramica e del legno, passando per scalpellini, mosaicisti, decoratori, stuccatori, tintori, lanaioli, artisti e scultori. Non sono mancati i profumi della cucina antica, con cibi contadini, fritole de pomo, porchette sugli spiedi, trippe, spezzatino thienese e altre specialità che hanno accompagnato il pubblico lungo le vie del centro.

A rendere ancora più suggestivo il viaggio nel tempo sono stati centinaia di figuranti e volontari, protagonisti delle “Radici di Thiene”, una manifestazione che punta a riannodare i fili della memoria con la lunga tradizione commerciale della città. Il sottotitolo scelto per questa edizione, “Thiene Mercantile, 10 secoli di storia”, ha sottolineato proprio il legame profondo tra Thiene e il commercio. La festa era iniziata già sabato pomeriggio con la rievocazione del ritorno vittorioso delle milizie thienesi dopo la conquista di Rovereto del 1487, seguita dagli onori al vessillo della Serenissima. Poi la “Festa della vittoria”, con giocolerie, acrobazie, canti e musiche rinascimentali, giullarate, magie e spettacolari coreografie di fuoco e luce. Domenica è toccato invece alla “Vicinia della terra di Thiene”, la riunione dei capifamiglia chiamati a deliberare la richiesta al doge della concessione del Mercato Franco. I messaggeri sono quindi partiti idealmente alla volta di Venezia per portare la richiesta della comunità thienese. Nel pomeriggio, in piazza Ferrarin, il momento più atteso: la rievocazione della concessione del Mercato Franco da parte del doge, con la lettura della Dogale e l’esultanza del popolo. Una scena culminata nella grande festa per celebrare il privilegio concesso alla città.

Grande curiosità ha suscitato anche il Mercato Rinascimentale Europeo, con espositori e artigiani impegnati a ricreare una piazza commerciale dell’epoca. Tra le attrazioni anche gli accampamenti degli armigeri e le esercitazioni di tiro con l’arco, mentre musicisti, sbandieratori, cantastorie, giocolieri e artisti hanno accompagnato il pubblico lungo le vie del centro. Per un intero fine settimana Thiene ha così cambiato volto. Il rumore delle botteghe, le musiche, i colori delle bandiere, gli abiti d’epoca e i profumi delle taverne hanno riportato in vita una città mercantile di cinque secoli fa. Una festa popolare che non si è limitata a raccontare la storia, ma l’ha fatta camminare per le strade della città, davanti a un pubblico numeroso e partecipe.
di Redazione AltovicentinOnline
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