Che una testata come Vanity Fair scelga di raccontare Laghi non è solo una curiosità giornalistica: è un riconoscimento. Un segnale forte che arriva da una delle riviste più autorevoli e lette a livello internazionale e che mette al centro un micro-comune dell’Alto Vicentino, il più piccolo del Veneto per numero di abitanti, trasformandolo per un momento in protagonista della scena mediatica nazionale.

Laghi, con i suoi 126 abitanti censiti e appena 85 residenti effettivi, vive da sempre in una dimensione quasi sospesa nel tempo. Eppure, proprio questa apparente marginalità diventa valore agli occhi di Vanity Fair, che ne coglie l’essenza: un borgo minuscolo ma autentico, incastonato nella Val di Ferro, specchiato nei due laghi che gli danno il nome e capace di attirare, in una sola domenica, più visitatori di quanti siano i suoi abitanti stabili.

L’articolo restituisce l’immagine di un paese “bonsai”, piccolo ma complesso, fatto di poche case, una piazzetta che sembra uscita da un’altra epoca, un panificio-alimentari e una trattoria diventata riferimento gastronomico. Una semplicità che non è povertà, ma scelta di vita, equilibrio tra uomo, natura e comunità. Raccontare Laghi su una piattaforma così prestigiosa significa dare dignità narrativa a un modello alternativo di vivere i territori, lontano dalle grandi città e dai flussi di massa.

Non è un caso che Vanity Fair abbia dato spazio anche al tessuto umano del paese: i volontari, le contrade dai nomi antichi, le sagre, le iniziative legate alla gentilezza e all’accoglienza. Elementi che, messi insieme, spiegano perché Laghi sia molto più di un dato demografico. È un laboratorio sociale in miniatura, dove la partecipazione è necessità e virtù, e dove ogni evento diventa occasione di incontro.

Per Laghi, questa attenzione mediatica rappresenta anche un’opportunità. Non tanto, o non solo , in termini turistici, quanto di visibilità culturale. Essere raccontati da Vanity Fair significa entrare nell’immaginario di un pubblico ampio, curioso, spesso alla ricerca di luoghi “veri”, capaci di offrire esperienze e non semplici cartoline. Significa dimostrare che anche un comune di 126 abitanti può avere una storia degna di essere ascoltata.

In un’epoca in cui molti piccoli paesi lottano contro lo spopolamento e l’oblio, Laghi diventa simbolo di una possibile rivincita: quella dei territori minori che, grazie alla loro identità e alla forza della comunità, riescono a farsi notare. Se una rivista come Vanity Fair ha scelto di fermarsi qui, a guardare e raccontare, vuol dire che in questo angolo dell’Alto Vicentino c’è qualcosa che parla a tutti. Anche,  e soprattutto ,  fuori dai confini del paese.

I luoghi iconici di Laghi

I laghetti con i cigni, che si trovano proprio all’inizio di questo paese che mozza il fiato.

Trattoria della Santa

Il ristorante ‘Dalla Santa’, attivo dal 1946 nel cuore storico di Laghi è oggi una tappa obbligata per gli amanti dello gnocco fatto in casa e, a onor di cronaca e con buona pace delle rivalità culinarie, l’anima del focolare, Silda Rader, nuora della mitica fondatrice Santa, è originaria della contrà Griso di Posina, oggi purtroppo disabitata. Se qualcuno è convinto che il primo ristorante di gnocchi sia nato a Posina si sbaglia di grosso, ma probabilmente solo qualche abitante molto anziano può ancora ricordarselo. E, ovviamente, quella cuoca di Laghi, classe 1936, da tutti chiamata ‘la Sofia Loren’, che gli gnocchi li prepara da quando aveva 20 anni, quando non erano ancora un gustoso richiamo turistico, ma solo una pietanza casalinga adatta a sfamare generazioni di contadini.

Su Vanity Fair vengono menzionati anche sindaco e vicesindaco di questo paese stupendo. Amministratori che lottano tutti i giorni e investono le loro energie per tenere in vita il comune.Marco Lorenzato e la sua vice , Maria Fabiola Sella hanno dichiarato che  sono fieri di essere  amministratori di un paese come Laghi, che va esaltato e rappresentato a livello turistico.

Incanto di Natale ha fatto il pienone

Anche le manifestazioni natalizie sono andate benissimo e la kermesse Incanto di Natale si è confermato un appuntamento capace di regalare emozioni, partecipazione e un forte senso di comunità. Un risultato che ci rende orgogliosi e che dimostra quanto questa manifestazione sia ormai sentita e condivisa.
“Nel corso di questa edizione siamo stati chiamati ad affrontare un cambiamento importante: il programma previsto per il 24 dicembre è stato annullato causa il maltempo e riproposto integralmente il 27 dicembre. Una sfida organizzativa non semplice, soprattutto per le tempistiche. Per questo desidero rivolgere un sentito ringraziamento alla ProLoco Laghi – VI per il grande lavoro organizzativo insieme a tutti i volontari, le associazioni, gli espositori e le forze dell’ordine che con spirito di servizio e unità d’intenti hanno dato immediata e unanime disponibilità nel riorganizzare tutto in tempi ridotti”, ha detto il sindaco Lorenzato. In rappresentanza della Regione Veneto era presente l’assessore vicentino Marco Zecchinato che si è complimentato per l’evento.

di Redazione AltovicentinOnline

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