Gli ultimi quattro anni della sua vita li ha passati a cercare la verità sulla morte di Liliana Resinovich. La donna che lui amava, ricambiato come ha sempre sostenuto, e il cui corpo venne trovato nel boschetto dell’ex Opp di Trieste, a tre settimana dalla sua scomparsa. A 86 anni è morto Claudio Sterpin, ultima persona a sentire Liliana Resinovich la mattina in cui scomparve. Secondo le prime indiscrezioni, Sterpin sarebbe stato trovato esanime in un bosco, lungo un sentiero. Un malore e poi si sarebbe accasciato al suolo. Un passante avrebbe dato l’allarme, ma per l’ottantaseienne non ci sarebbe stato nulla da fare.
“La verità va detta, io so quello che ci legava”. In tutto questo tempo non ha mai smesso di ribadirlo. Sterpin non ha mai mancato in questi cinque anni di raccontare la sua verità, fatta in ciò che credeva e sentiva, in una battaglia pubblica contro il silenzio e contro chi, come il marito Sebastiano Visintin, negava il loro legame.
Di recente, durante l’incidente probatorio chiesto dalla pm Ilaria Iozzi, aveva detto: “ho ripetuto tutto quello che ho detto fino a oggi. Tutto o quasi tutto, perché la versione è una”. Con la scomparsa di Claudio Sterpin si chiude una pagina rumorosa e controversa sulla vicenda della morte di Liliana Resinovich. Rimangono domande sospese nell’aria e il ricordo di un amore da lui sempre raccontato come se durasse da quarant’anni.
Il caso Resinovich: mistero e omicidio a Trieste
Trieste è stata scossa dalla tragica vicenda di Liliana Resinovich, 63 anni, scomparsa il 14 dicembre 2021 e ritrovata morta il 5 gennaio 2022 in un boschetto vicino all’ex ospedale psichiatrico, dentro sacchi neri. In un primo momento, la Procura aveva ritenuto il caso chiuso: si parlava di suicidio. Ma la ricostruzione apparve subito incompleta e contraddittoria. Con nuove indagini, si è arrivati a sostenere che la donna sia stata aggredita e soffocata. Così, venne iscritto come indagato il marito Sebastiano Visintin e fu chiamata l’anatomopatologa Cristina Cattaneo per esaminare la salma di Liliana. Oggi il caso resta simbolo di un mistero giudiziario ancora aperto, tra evidenze scientifiche, contraddizioni e un’attenzione mediatica costante.
di Redazione AltovicentinOnline
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