E’ stato sepolto con l’inseparabile chitarra, compagna di una vita, con la quale ha dato tantissima allegria. Piovene Rocchette da’ l’ultimo saluto a Toni Chitarra: “se ne va una persona buona e gentile e della quale sentiremo profondamente la mancanza”, così il sindaco Erminio Masero che commosso ancora lo ricorda tra gli ospiti del centro diurno: “non mancava mai e regalava gioia ai nostri anziani”.

Chitarra appoggiata sopra al feretro, accanto un mazzo di fiori e attorno tante persone. Così stamane si sono svolte le esequie del 79enne Toni Chitarra, al secolo Antonio Buzzaccaro, nella Chiesa di San Giuseppe in Rocchette e celebrate da don Romeo.
Infiniti i cuori che Toni ha saputo stregare coi suoi concertini. Tra i tavolini di un bar, nelle serate estive o chiamato appositamente per qualche festicciola privata. La sua una presenza che resterà sempre cara a Piovene Rocchette e che lo ricorderà mentre cantava ‘Passa il giro’: la sua dedica d’amore per il ciclismo che, assieme, al calcio erano le passioni che gli riscaldavano l’anima. “Oltre alla musica, ovviamente, che lo portava a cantare non solo le canzoni della nostra tradizione, ma a scriverne di suo pugno” ricorda ancora il sindaco Masero.

La musica è finita, l’artista se ne va: ciao Toni’. La notizia della sua morte sconvolse Piovene Rocchette, e tutto l’Alto Vicentino, quando lo scorso 5 aprile Toni Chitarra perse la vita mentre, in sella alla sua bici, percorreva la strada provinciale che collega il paese a Cogollo del Cengio. Numerosi i messaggi carichi d’affetto, assieme a foto e video di Toni, postati sui social. Un cordoglio immenso in attesa del funerale celebrato grazie all’intervento del Comune di Piovene Rocchette che si è fatto carico delle spese. Un passo fatto sì in mancanza di eredi, ma dettata dalla volontà di dare “quell’ultimo omaggio che una persona come Toni si meritava-conclude il sindaco Masero-Spiegare la magia che Toni sapeva innescare non appena prendeva in mano la sua chitarra non è semplice. Come non è facile rendersi conto che non è più tra noi: sapere che non lo vedremo più in paese, che non potremmo più cantare assieme a lui, o semplicemente rispondere al suo immancabile ‘buongiorno, come stai?’ è difficile da accettare”.

“Semplice e sapeva farsi voler bene”. Questi i veri doni che Toni Chitarra aveva in sé, come ha sottolineato don Romeo nell’omelia: “era rimasto solo da quando perse l’amata sorella: eppure oggi siamo in tanti a ricordarlo. Perché ha saputo entrare nel cuore della gente: non serve essere grandi o famosi per ‘attirare la gente’, ma bastano la semplicità e lo stare in comunità che facevano di Toni una persona speciale e unica”.

P.V.

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo su:
Stampa questa notizia