566 famiglie coinvolte, 24 gruppi attivi sul territorio, di cui tre costituiti nelle ultime settimane nel quartiere di Santissima Trinità. Sono i numeri del Controllo del vicinato a Schio, al centro dell’incontro che si è svolto l’altra sera, sera al Faber Box tra Amministrazione comunale, Polizia locale e referenti dei gruppi cittadini. Un confronto operativo che segna l’avvio di una nuova fase del progetto, più strutturata e continuativa, anche alla luce della recente sottoscrizione del Protocollo d’intesa con la Prefettura di Vicenza, che ha ufficializzato il riconoscimento del Controllo del vicinato in area scledense e ne ha definito ambiti, ruoli e modalità di azione.
All’incontro erano presenti il sindaco di Schio Cristina Marigo, il comandante del Consorzio di Polizia Locale Alto Vicentino Simone Pellegrinelli, il referente provinciale dell’Associazione Controllo del vicinato Giorgio Lotto e i coordinatori dei gruppi attivi nei quartieri.
«Il Controllo del vicinato non sostituisce le Forze dell’Ordine e non prevede ronde – sottolinea il sindaco Cristina Marigo – ma rafforza il senso di responsabilità condivisa e di comunità. I numeri dimostrano che a Schio c’è una partecipazione crescente, seria e consapevole. Come Amministrazione vogliamo accompagnare questa crescita dentro un quadro chiaro di regole, formazione e dialogo, per intercettare tempestivamente le criticità e costruire risposte concrete insieme ai cittadini».
Nel corso della serata sono stati ribaditi alcuni punti chiave: il Controllo del vicinato resta un’esperienza volontaria, gratuita e autogestita, fondata sull’osservazione del territorio e sulla segnalazione tempestiva di situazioni anomale alle Forze dell’Ordine, senza sovrapporsi alle funzioni di polizia né trasformarsi in forme di pattugliamento o intervento diretto.
Come previsto dal Protocollo, il valore del progetto è principalmente preventivo e sociale. Non riguarda solo il contrasto alla microcriminalità, ma contribuisce a rafforzare la qualità della convivenza, la solidarietà di quartiere e l’attenzione condivisa agli spazi pubblici.
Il referente dei gruppi, Giorgio Lotto, ha illustrato le linee di lavoro per i prossimi mesi, sottolineando la necessità di rendere il dialogo con le istituzioni stabile ed efficace. «L’incontro di ieri segna l’avvio di un percorso strutturato e continuativo – ha spiegato – reso possibile anche dal Protocollo con la Prefettura, che ha dato un riconoscimento formale a un’esperienza ormai radicata in città. È fondamentale che i gruppi restino volontari e non istituzionalizzati, evitando sovrapposizioni con altri ambiti dell’azione pubblica. Il riferimento operativo resta sempre il 112 e l’arma dei Carabinieri, con un maggiore coinvolgimento anche della Polizia locale, in raccordo con l’amministrazione comunale».
Ampio spazio è stato dedicato anche al tema della prevenzione, basata sull’analisi delle criticità che cambiano nel tempo e nei diversi quartieri. Le segnalazioni dei gruppi – emerse, tra le altre, in riferimento ad aree sensibili come il Parco Robinson e alcune zone di Magrè – potranno diventare uno strumento utile per orientare l’azione delle Forze dell’Ordine e programmare interventi mirati.
Condivisa infine la proposta di istituire una cabina di regia ristretta, composta da Comune, Forze dell’Ordine e referenti dei gruppi, per garantire maggiore rapidità decisionale, coordinamento e continuità, sia nella gestione delle emergenze sia nel lavoro di prevenzione. Ugualmente si è tenuto a sottolineare la necessità di garantire formazione ed aggiornamento per rendere più efficace ed efficiente l’azione di quanti accettano di esprimere la loro sensibilità sociale, il loro interesse per gli altri e la comunità all’interno di questa esperienza.
“I cittadini che hanno piacere di entrare in qualche gruppo già esistente o interessati ad avere informazioni su come costituire un gruppo – conclude il Comune – , possono rivolgersi al Comune per un contatto con il referente provinciale dell’Associazione Controllo del vicinato”.
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