In 15 anni in Veneto sono state registrate 17 segnalazioni avverse associate al vaccino antinfluenzale Fluad su un totale di 419 notifiche relative a tutti i vaccini erogati e utilizzati per la campagna antinfluenzale nel periodo 1998-2013. L’unica segnalazione “grave” relativa al Fluad, ritenuta all’epoca possibile, riguarda un caso di ageusia e anosmia (disturbi dell’olfatto e del gusto) insorto nel 2001 in una donna di 39 anni due giorni dopo l’iniezione di Fluad acquistato in farmacia, che non risultava del tutto regredito al follow-up a 3 anni.

 

 

Nella stragrande maggioranza la tipologia di eventi comprende reazioni in sede di iniezione e altre manifestazioni come orticaria, artralgia, cefalea. Tutte risolte al follow-up.

 

Riguardo al Fluad, salito alle cronache di questi giorni, il tasso di segnalazioni di eventi avversi è variato da un minimo dello 0,15 per 10.000 dosi nel 2010 a un massimo di 0,48 per 10.000 nel 2012. Nella campagna dell’anno scorso il tasso per 10.000 è stato dello 0,34 per 10.000.

 

Le 17 segnalazioni avverse collegate al Fluad in questi anni hanno riguardato tutte soggetti adulti, in 14 casi di età superiore ai 65 anni, negli altri 3 di età compresa tra 38 e 64 anni.

 

Sono questi i dati collegati all’utilizzo del vaccino Fluad nella Regione Veneto, inseriti nella rete nazionale di Farmacovigilanza entro il 4 novembre scorso e inviati al Canale Verde dal Centro Regionale sul Farmaco dell’Unità di Farmacovigilanza dell’Università di Verona.

 

“Sul caso denunciato a Padova dalla famiglia di una signora anziana c’è l’intervento della magistratura e non mi pronuncio se non per dire che siamo a completa disposizione per ogni chiarimento risultasse necessario – sottolinea l’Assessore alla Sanità Luca Coletto – ma i numeri di questo interessantissimo e utile rapporto parlano chiaro: i vaccini antinfluenzali, Fluad compreso, sono assolutamente sicuri e ben testati e sarebbe un errore gravissimo non vaccinarsi più sull’onda dell’emotività. Non dimentichiamo mai – aggiunge l’Assessore – che in Italia ogni anno le complicanze dell’influenza uccidono davvero 8.000 persone. Le 419 notifiche di reazioni avverse

segnalate in 15 anni in Veneto non mi sembrano davvero un buon motivo per esporsi a un rischio tale. Lo dico con convinzione e lo dico – conclude Coletto – da assessore della prima Regione d’Italia ad aver introdotto, tanti anni fa, la non obbligatorietà di alcun tipo di vaccino”.

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