Breganze darà l’ultimo saluto all’alpino Giulio Miotti, 84 anni, mercoledì 7 gennaio, alle 15, in Duomo. Il paese si prepara ad abbracciare la famiglia di quest’uomo che, in ogni attimo della sua vita, non ha mai mancato di essere presente per chi gli stava vicino. Ma non solo: oltre a costruire con amore una famiglia insieme alla moglie Paola, fu il braccio destro del fratello Firminio nella conduzione dell’azienda agricola di famiglia, oggi rinomata cantina.

Nel cuore della sua vita c’era il lavoro. Da operaio alla Laverda, tra le macchine agricole, aveva imparato a muoversi con una destrezza rara. I colleghi lo consideravano una risorsa insostituibile. Ma la sua grandezza non risiedeva solo nel lavoro: c’era anche una generosità e una semplicità che lo rendevano unico. Nel 1963, quando il dramma del Vajont scuoteva l’Italia, Giulio aveva appena 22 anni e già una determinazione che gli permetteva di non fermarsi davanti a nulla. Fu tra i primi alpini a giungere a Longarone per prestare soccorso. Un spirito generoso che non lo ha mai abbandonato e che, per più di cinquant’anni, lo ha fatto apprezzare anche come mandolinista nell’Orchestra a Plettro di Breganze.

di Redazione AltovicentinOnline

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo su:
Stampa questa notizia