Un paradosso burocratico che diventa voragine sociale. La Casa di Riposo di Caltrano, struttura pubblica del Comune e presidio essenziale per decine di famiglie dell’Alto Vicentino, ha 40 posti per anziani non autosufficienti: tutti occupati, tutti accreditati dalla Regione dal 2021. Eppure, nel 2024 la Giunta Stefani ne finanzia con impegnativa di residenzialità appena 27. Tredici persone fragili restano così senza copertura regionale: il conto ricade sulle famiglie e sulla struttura, che scivola verso un disavanzo giudicato “insostenibile”. A denunciarlo è Carlo Cunegato, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale del Veneto, che ha depositato un’interrogazione chiedendo una risposta immediata.

“Con una mano la Regione certifica, con l’altra taglia” La vicenda affonda nella delibera regionale 465/2024, che introduce un finanziamento “a budget” ancorato a dati storici. Un meccanismo che, per Caltrano, congela le impegnative a 27, ignorando che nel frattempo i 40 posti accreditati sono stati effettivamente riempiti. “ È un corto circuito amministrativo che scarica la spesa su chi meno può sopportarla e mette in ginocchio un servizio pubblico”, accusa Cunegato.

L’emergenza non è un caso isolato Il caso di Caltrano è la punta dell’iceberg. In Veneto, ricorda Cunegato, quasi 11 mila anziani attendono un posto in Rsa, mentre gli over 80 raddoppieranno nei prossimi vent’anni. Una “bomba sociale” innescata oggi da scelte miopi, destinata a esplodere domani nelle case delle famiglie e nei bilanci dei Comuni. La proposta di incrementare l’addizionale Irpef per finanziare 3.000 nuove impegnative è stata bocciata dalla maggioranza: un no che oggi pesa come un macigno sulle liste d’attesa e sulla qualità dell’assistenza.

Il prezzo dell’inerzia: famiglie spremute, operatori allo stremo Senza impegnative e con risorse ridotte, le strutture pubbliche si ritrovano a fare miracoli quotidiani. Ma il personale scarseggia, i costi crescono, e il rischio è che a pagare siano proprio gli ospiti: più fragilità cliniche, meno continuità assistenziale, turni massacranti. Se Caltrano vacilla, non crolla solo un bilancio: si incrina il patto di civiltà che tutela la dignità di chi non può più difendersi da solo.

La richiesta: portare subito le impegnative a 40 La soluzione immediata chiesta dall’opposizione è chiara: allineare le impegnative ai 40 posti accreditati. Non un favore, ma un atto dovuto di coerenza amministrativa e di responsabilità sociale. Perché lasciare scoperte tredici persone non autosufficienti non è una “razionalizzazione di spesa”: è un arretramento di civiltà.

Una scelta politica, non un automatismo contabile Dietro le tabelle di budget c’è una scelta politica: fissare il tetto e far finta che la realtà si adatti. Ma la realtà non si piega: la popolazione invecchia, le fragilità aumentano, e i territori che hanno investito per tempo — come Caltrano — vengono puniti da un algoritmo che guarda allo specchietto retrovisore. Chiamarla “programmazione” è un insulto all’intelligenza dei cittadini.

Indignarsi è il minimo. Agire è il dovere. Le carte contano, ma contano di più le persone: riportare le impegnative di Caltrano a 40 è il primo, irrinunciabile passo per non lasciare sola una comunità che ha fatto la sua parte. Ora tocca alla Regione.

di Redazione AltovicentinOnline

 

Casa di riposo di Caltrano, stangata sulle famiglie. +11 euro al giorno sulla retta: “Come si fa?”

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