Era presente alla manifestazione come aveva in parte preannunciato ed era accanto alle forze dell’ordine per ribadire la sua stima a chi sta in mezzo alla strada per proteggere i cittadini. E per smentire quelle voci che lo descrivono come un sovversivo che non rispetta le divise dello Stato.
Era presente in fondo al corteo anche il consigliere comunale Alaeddine Kaabouri, insieme ad alcuni cittadini e alla dirigente della Digos, dottoressa Rita Pitarello, alla quale lo stesso Kaabouri ha rivolto un ringraziamento per la disponibilità e la collaborazione dimostrate. Al termine dell’iniziativa, che non ha registrato disordini, il consigliere ha espresso preoccupazione per quanto osservato durante la manifestazione, in particolare per la presenza e la vicinanza di ambienti riconducibili all’estrema destra e per il linguaggio utilizzato nel corso del corteo. Tra gli slogan scanditi, Kaabouri ha citato l’espressione “Thiene presente sicurezza”, ritenuta non neutra e legata a un immaginario storico preciso.
«Il termine “presente” – ha dichiarato – richiama una retorica storicamente associata al fascismo e rischia di alterare la narrazione pubblica, offrendo una rappresentazione distorta della realtà cittadina».
Nel suo intervento, Kaabouri ha ribadito che Thiene è «una città sicura, democratica e antifascista», sottolineando come tali valori siano sanciti dalla Costituzione della Repubblica. Ha inoltre riconosciuto la legittimità delle preoccupazioni di chi avverte situazioni di insicurezza, evidenziando però la necessità che tali temi vengano affrontati attraverso un confronto civile e responsabile. «Non è accettabile – ha detto – che il tema della sicurezza venga trattato con semplificazioni, strumentalizzazioni o attraverso l’individuazione di capri espiatori, soprattutto tra le persone più fragili, i giovani o intere categorie sociali. Sono dinamiche già viste in altre realtà italiane e che Thiene non merita».
E ancora: “Durante la manifestazione erano inoltre presenti il consigliere Mojentale, Cunico, Benetti e la consigliera Scanavin. Proprio quest’ultima, in un’intervista recente aveva dichiarato che iniziative di questo tipo non devono incitare in alcun modo a sostituirsi al ruolo delle forze dell’ordine. Tuttavia, le affermazioni odierne degli organizzatori che hanno annunciato l’avvio delle cosiddette “camminate della sicurezza” con l’obiettivo di mappare le “zone d’ombra”, segnalare situazioni alla Questura e “riprendere possesso delle strade come presidio di legalità” appaiono in evidente contraddizione con quanto dichiarato pubblicamente dalla consigliera stessa. Thiene è una città sicura, democratica e antifascista, così come lo è l’Italia nel suo insieme, in quanto tali principi sono sanciti dalla Costituzione della Repubblica. Qualora vi siano cittadini che percepiscono situazioni di insicurezza, è legittimo e doveroso che tali istanze vengano espresse e affrontate nel quadro di un confronto civile e responsabile; non è invece accettabile che ciò avvenga attraverso semplificazioni, strumentalizzazioni o l’individuazione di capri espiatori, in particolare tra le persone più fragili, i giovani o intere categorie sociali. Dinamiche già osservate in altre realtà italiane e che Thiene non merita”.
di redazione AltovicentinOnline
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