Culture, sapori, musiche condivisi a Thiene per la Festa dei Popoli, andata in scena nella sua 17ema edizione. Un mosaico umano costruito attorno a una parola semplice e potente: convivenza. Ma proprio nel cuore di questa festa dedicata ai popoli del mondo, un episodio ha lasciato l’amaro in bocca: un ragazzo con la bandiera della Palestina sarebbe stato fermato dagli organizzatori e invitato a rimuoverla.
Un fatto che stride con lo spirito stesso dell’evento. Durante la conferenza stampa di presentazione, la vicesindaca di Thiene, Anna Maria Savio, aveva parlato della necessità di far “tornare a sbocciare con forza nelle nostre città valori comuni come la pace, il dialogo e la condivisione”. Ma domenica, per qualcuno, quell’abbraccio collettivo è sembrato fermarsi proprio davanti a una bandiera.
Come ogni anno, è stata la cornice di Parco Villa Fabris ad ospitare la Festa dei Popoli che, oltre alle musiche e alle danze, con forza cerca di ricordare che dalla differenze si può fare una comunità. Un mix che sappia convivere e condividere, in osmosi ciascuno con l’altro. In questa edizione 2026 la parola d’ordine era ‘rifiorire’. Il tutto all’insegna del dialogo dei popoli.
Così, domenica 24 maggio, Thiene è tornata a riempirsi di colori e bandiere con la tradizionale sfilata per le vie del centro storico, culminata poi nel parco cittadino dove, fin dalle prime ore del mattino, tutto era stato allestito nei dettagli: gli stand dedicati ai vari Paesi, gli spazi per le associazioni, l’Agorà degli incontri e i luoghi pensati per condividere racconti, esperienze e culture provenienti da ogni parte del mondo.
di Redazione AltovicentinOnline
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