Il disappunto sulle linee del nuovo governo entrano nel Duomo di Malo, dove domenica scorsa durante l’omelia, Don Giuseppe ha attaccato Matteo Salvini leggendo un comunicato degno delle più combattive opposizioni.

Era già successo a Martinsicuro in provincia di Teramo, dove i fedeli avevano abbandonato la messa a causa dell’omelia del parroco contro il governo e il ministro dell’Interno e domenica è successo anche nel duomo di Malo.

Nessuno ha abbandonato la chiesa, ma il clamore della lettura delle parole firmate Pax Christi ha avuto notevoli strascichi nella comunità e su facebook è impazzata la polemica.

A toccare molti dei presenti più attenti, le parole lette da don Giuseppe, una raffica di accuse contro il governo, dallo scottante tema dei migranti che muoiono in mare al censimento dei rom.

“Noi non ci stiamo – è il titolo del comunicato, che dice – Sentiamo di non poter tacere di fronte ad affermazioni e scelte che minano le fondamenta della dignità umana e della convivenza civile. Insieme ad altre voci che in queste ore si sono levate vogliamo anche noi esprimere la nostra indignazione perché in pochi giorni alcuni Ministri di questo governo hanno provocato un’alluvione di paure, risentimenti, odi e violenze che rischia di travolgere le coscienze di tutti noi: la contrapposizione tra poveri italiani e stranieri, come falsa soluzione di fronte al fenomeno della povertà”.

Il comunicato continua dando addosso alle politiche di Matteo Salvini (che a conti fatti sono le stesse del suo predecessore Marco Minniti, ma esercitate con maggiore convinzione): “La chiusura dei porti come scelta ipocrita di fronte al dramma di tante persone, il linguaggio violento e mistificatorio (‘è finita la pacchia’) che alimenta un clima di crescente intolleranza e suscita comportamenti violenti, xenofobi, razzisti e omofobi. Il il censimento dei rom, pratica incostituzionale che evoca tragicamente le leggi razziali di 80 anni fa; la richiesta alla Nato per una alleanza difensiva nel Mediterraneo; la vergognosa riduzione ad un problema meramente familiare dell’omicidio di Giulio Regeni, per privilegiare le convenienze economiche nei rapporti con l’Egitto; la falsa illusione che la sicurezza personale sia legata sempre più al possesso ed all’uso senza regole delle armi; la solidarietà considerata un crimine, piuttosto che un valore da promuovere. Ci auguriamo che si alzino molte altre voci indignate in ambito ecclesiale, nella società civile e nel mondo politico. Noi non ci stiamo. Di fronte a questa ‘alluvione’ ribadiamo e ci impegniamo a custodire e promuovere la buona semente della dignità di ogni essere umano, della tutela dei diritti umani per tutti, secondo lo spirito della Costituzione; della costruzione della pace e della nonviolenza. Continueremo ad impegnarci in prima persona a fianco degli ultimi, dei migranti e rifugiati, che per noi sono ‘uomini e donne in cerca di pace’. Quotidianamente nei nostri territori e in rete con altri intensificheremo il nostro impegno per ‘disarmare’ la follia della guerra, che si annida anche nei ragionamenti, nel linguaggio e nelle relazioni personali”.

Parole non gradite da molti presenti, che hanno ascoltato nel rispetto della messa, ma che poi hanno sfogato su facebook accusando il parroco, che in questi giorni si trova in campeggio, di fare politica in un luogo sacro dove non ci dovrebbe entrare. Stamattina a Malo, la gente preferiva non parlare dell’argomento. Si sa che scrivere su una tastiera, da dietro un monitor rende tutto più semplice, ma poi, al momento di metterci la faccia cala la paura di esporsi. Ma i post sui social parlano chiaro e c’è chi dichiara di non volere entrare più in quella chiesa.

C’è però chi difende don Giuseppe e spiega che alla fine non c’è niente di male nel dedicare delle parole ai migranti dato che si tratta di un problema epocale che la Chiesa non può ignorare. Lo difende anche una donna di Malo, che dichiara di avere apprezzato le parole del suo parroco che è riuscito a toccare la sua coscienza di donna cristiana, che prima di prendere l’eucarestia, vuole essere sicura di vivere in armonia con i principi che vuole Dio. Chiede però che venga omesso il proprio nome perchè ha paura degli attacchi di chi non la pensa come lei.

 

Anna Bianchini

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