Dopo oltre due anni di indagini, colloqui e terapie, e diversi altri trascorsi cercando di comprendere le sfide comportamentali del figlio, la famiglia Roso di Piovene si trova ancora oggi senza una diagnosi ufficiale, navigando nel mare incerto delle neurodivergenze con più domande che risposte.

Davide Roso, padre coraggioso e autore del suo ultimo terzo libro “Perché i genitori di oggi sono degli incompetenti?”, porta alla luce le difficoltà incontrate nel crescere un figlio che fin dalla scuola materna ha mostrato segni di possibili neurodivergenze, non ancora formalmente riconosciute. La storia di Roso è un viaggio nel tempo, che inizia con le prime avvisaglie durante gli anni della materna, quando comportamenti atipici hanno sollevato dubbi e preoccupazioni.

“Le prime avvisaglie che qualcosa in nostro figlio non andava risalgono ai tempi della scuola materna,” ricorda Roso, delineando l’inizio di un percorso costellato di incertezze. Nonostante gli sforzi, tra cui la psicomotricità e incontri dove gli specialisti si sarebbero focalizzati solo su aspetti di carattere emotivo e per difficoltà del bambino riguardanti il controllo del proprio fisico, l’ipotesi di una neurodivergenza è emersa timidamente solo mesi fa, ma mai ufficializzata.

“Abbiamo visto dei video della convention dell’associazione ADHD di Verona e ci siamo accorti che molti esempi riportati erano speculari a comportamenti, atteggiamenti e problematiche che aveva anche nostro figlio, sebbene con sfumature leggermente diverse,” sottolinea Roso, evidenziando il momento di svolta nella loro comprensione delle sfide affrontate dal figlio.

Le difficoltà sono aumentate alle elementari, dove le richieste di maggiore controllo comportamentale hanno spinto i Roso a sollecitare con urgenza l’ospedale per un intervento formale, necessario per supportare il figlio a scuola. “Alle elementari, sono aumentate le richieste sul controllo del comportamento e abbiamo dovuto mettere un po’ più di pressione alla neuropsichiatria di Schio,” racconta Roso, descrivendo la crescente necessità di un supporto formale.

Nonostante il bambino fosse già sotto osservazione dall’età della materna, i tempi di attesa per una valutazione formale si sono rivelati proibitivi, lasciando la famiglia in una sorta di limbo burocratico. “Da quando abbiamo ripreso il discorso in modo più pressante, sono passati due anni dall’appuntamento con lo specialista privato e, purtroppo, alla scuola non serve l’attestato privato ma quello dell’Ulss,” esprime la frustrazione di Roso per i tempi biblici dell’assistenza sanitaria.

Il percorso tortuoso attraverso il sistema sanitario e le prove in ambito privato hanno evidenziato la mancanza di un protocollo chiaro e veloce per il supporto dei bambini e delle famiglie affrontando queste sfide. “Non punto il dito contro nessuno, mi rendo conto che manca un sistema chiaro e veloce che dia il giusto supporto, un protocollo da seguire che sia efficace per il bene dei bambini e delle famiglie,” dichiara Roso, sottolineando l’urgenza di un sistema più efficiente.

La biografia di Roso, che lo vede esprimersi attraverso la scrittura fin da giovane, arricchisce la narrazione del suo ultimo libro con un contesto personale e una profondità emotiva che trascendono la mera critica al sistema. “Perché i genitori di oggi sono degli incompetenti?” diventa così non solo un titolo provocatorio, ma un grido di aiuto e comprensione per coloro che si trovano a navigare nelle acque complesse della genitorialità in contesti di neurodivergenza.

La lotta della famiglia Roso, tra la mancanza di inviti a feste di compleanno per il comportamento del figlio e le tante domande che negli anni si sono posti riguardo all’essere dei buoni genitori, al mettere in dubbio se gli insegnamenti trasmessi al figlio fossero corretti e adeguati, rivela la complessità di situazioni familiari che possono portare a tensioni e, in alcuni casi, a separazioni. Tuttavia, la solidarietà e il sostegno reciproco hanno permesso ai Roso di mantenere unita la famiglia, offrendo una testimonianza di resilienza e amore incondizionato.

La sinossi del libro di Roso invita a riflettere su una genitorialità spesso difficile e incompresa, sottolineando l’importanza di riconoscere e supportare le famiglie e i bambini che affrontano sfide legate alle neurodivergenze. La storia di Davide Roso e della sua famiglia a Piovene rappresenta un capitolo importante nel dialogo sulla neuro diversità, l’efficacia dei sistemi di supporto e il viaggio emotivo dei genitori in cerca di risposte.

Laura San Brunone

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