Sulla polemica scoppiata a Marano Vicentino, inerente ai soldi pro Palestina raccolti il 25 aprile dello scorso anno, interviene l’associazione educativa e culturale ‘Memoria della Resistenza’ che respinge le critiche sollevate dai consiglieri comunali Giulia Berto, Vanna Dalla Vecchia ed Emanuele Sartori e parlano di un trattamento diverso rispetto ad altre manifestazioni associative che si svolgono regolarmente in paese.

La domanda posta dai consiglieri, con un’interrogazione destinata  all’amministrazione comunale,  è diretta: “che fine hanno fatto i soldi raccolti  su suolo pubblico con il pranzo in solidarietà con il popolo palestinese?”.

Ancora prima del dibattito in consiglio comunale, nel merito, parla ‘Memoria della Resistenza’ di Marano Vicentino che ha scritto in redazione. Una lettera dove viene spiegato che  il ricavato del pranzo è stato devoluto all’associazione ‘Comunità palestinesi nel Veneto’. I fondi, precisano, sono stati utilizzati per sostenere progetti di accoglienza di famiglie provenienti dalla Striscia di Gaza, ospitate nelle regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia per consentire cure sanitarie a bambini feriti nel conflitto.

Nella lettera,  il tono si fa fortemente politico e critico nei confronti delle forze di governo, accusate di sostenere Israele attraverso rapporti economici e forniture militari.  “Forse il problema sta nel nome dell’iniziativa ‘solidarietà con il popolo palestinese’ che dà fastidio a queste persone che oltretutto sono i rappresentanti di quei partiti al governo che alimentano il genocidio tessendo rapporti economici e vendendo armi e munizioni all’ esercito genocidiario israeliano accusato sia dall’ Onu che dalla Corte Penale Internazionale ‘che noi come stato Italiano riconosciamo’, come criminale di guerra”.

“Voi come donne madri e cristiane e voi come uomini padri e cristiani, dovreste prendere le distanze da questi assassini che bombardano gli ospedali, le città, assassinano medici e giornalisti, che sparano ai bambini in cerca di farina e legna da portare alla famiglia, che lasciano morire donne, vecchi e bambini di fame e di freddo- si legge ancora nella nota dell’associazione di Marano Vicentino-Ci riempie il cuore sapere che, anche se in piccola parte, abbiamo contribuito ad alleviare le sofferenze di un popolo. Il ricavato del pranzo è stato donato all’ associazione ‘Comunità palestinesi nel Veneto’ e utilizzato nelle azioni di accoglienza delle famiglie di Gaza, ospiti nelle Regioni Veneto e Friuli Venezia-Giulia, che sono qui per le cure sanitarie dei propri bambini feriti in guerra, resi storpi, senza piedi, gambe, mani, braccia e bruciati dalle bombe e armi che i partiti da voi rappresentati continuano ad inviare allo Stato criminale di Israele. Chi non si oppone a questo bagno di sangue è colpevole quanto ogni soldato e colono che preme il grilletto”.

di Redazione AltovicentinOnline

Fondi pro Palestina, scoppia il caso a Marano Vicentino

 

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