Sabato 10 gennaio, ‘Altovicentino per la Palestina’ organizza un nuovo corteo pro Pal, scegliendo come sede la piazza di Thiene. Una manifestazione che alle 15 partirà dal parcheggio del Bosco per sostenere la popolazione palinestese. Ma non solo. La città tornerà al centro di un acceso dibattito dopo le recenti vicende che hanno coinvolto il consigliere comunale Alaeddine Kaabouri e la sua espressione di solidarietà per la causa palestinese. Intanto su Change.org è partita una petizione, sempre a sostegno del consigliere comunale, che ‘accusa’ il primo cittadino di Thiene di non aver difeso un membro della propria giunta dagli attacchi d’odio e razzisti.
Thiene e il caso Kaabouri
Il caso di Thiene, con rilevanza nazionale, è esploso dopo che Kaabouri ha espresso la sua solidarietà a Mohammad Hannoun, arrestato per presunti legami con Hamas. Un’accusa che per ‘Altovicentino per la Palestina’ si basa: “su documentazione fornita direttamente da Israele. Ricordiamo che il governo Israeliano da due anni sta commettendo un genocidio a Gaza e sistematicamente viola il diritto internazionale in West Bank, ha inoltre due mandati d’arresto per crimini di guerra e contro l’umanità. Riteniamo che la sua documentazione non possa essere considerata valida per formulare capi d’accusa. Contestiamo la decisione della magistratura di accettare queste ingerenze e di cedere alle pressioni del governo che sta stringendo la morsa repressiva sui movimenti per la Palestina”.
La manifestazione
“Chiamiamo la città di Thiene e tutta la società civile dell’Altovicentino a tornare in piazza in un momento di estrema gravità” annunciano gli organizzatori: “da mesi la fase militare più visibile della guerra a Gaza si è conclusa, ma sotto gli occhi di tutti il genocidio continua attraverso altre forme. La distruzione sistematica di scuole, abitazioni e ospedali, che condanna la popolazione a sopravvivere nel gelo dell’inverno, tra inondazioni e malattie, dimostra che l’obiettivo di Israele resta quello di rendere Gaza un luogo impossibile in cui vivere per costringere la popolazione ad andarsene. Dal primo gennaio, inoltre, Israele ha revocato le licenze a 37 organizzazioni internazionali operanti a Gaza. Tra le realtà messe al bando figurano Caritas, Medici Senza Frontiere, ActionAid e Save the Children”.
Sulla decisione del sindaco: “spieghi perché si è piegato alle forze di destra”
“Chiediamo al sindaco di Thiene di raggiungerci in piazza e di spiegare pubblicamente perché, sotto la pressione delle forze di destra che coprono il genocidio, abbia deciso di ritirare le deleghe a un proprio consigliere per una semplice e legittima opinione espressa sui social rispetto a questa situazione. Con questa scelta, il sindaco ha lasciato il consigliere e la sua famiglia esposti a una campagna di odio online costellata di insulti razzisti e minacce di morte. Chiamiamo la città di Thiene e tutta la società civile che ha a cuore la democrazia, la libertà di opinione, l’autodeterminazione del popolo palestinese e di tutti i popoli oppressi a scendere in piazza sabato 10 gennaio, alle ore 15, a Thiene. È il momento di prendere posizione contro l’erosione dei nostri diritti e delle nostre libertà. Ancora una volta, al fianco della Palestina. Ancora una volta, dalla parte giusta della storia”.
La replica dal palazzo comunale
“La promozione della manifestazione pro-Palestina, così come viene presentata e diffusa sui social, insieme all’appello circolato in diverse chat, lascia intendere che il sindaco abbia revocato le deleghe al consigliere Alaeddine Kaabouri per la sua solidarietà al popolo palestinese. Si tratta di un messaggio altamente fuorviante e manipolatore, non corrispondente alla realtà. La decisione è invece legata al fatto che il consigliere ha sostenuto pubblicamente che l’azione intrapresa dalla magistratura, dai carabinieri e dalla Guardia di Finanza nei confronti di Mohammad Hannoun, accusato di aver finanziato l’organizzazione terroristica Hamas con fondi raccolti a sostegno del popolo palestinese, sia strumentale e rappresenti una ‘repressione politica’.
È su queste affermazioni, di delegittimazione delle istituzioni e non condivise dall’intera maggioranza, che il sindaco ha ritenuto opportuno revocare le deleghe al consigliere, il quale, pur esprimendo una posizione personale, ha ignorato di rappresentare, nelle sue funzioni, l’amministrazione comunale e una maggioranza composita, senza aver preventivamente con essa condiviso alcun ragionamento o posizione, data l’importanza e il tono del suo intervento pubblico. Va sottolineato che anche la sua lista, ‘Èqua Thiene’, si è dissociata, qualificando le affermazioni del consigliere come posizioni personali.
Tale comportamento ha compromesso la fiducia verso il Consigliere Kaabouri, determinando il conseguente ritiro delle deleghe.
Si fa presente che questa Amministrazione ha presentato una mozione per il riconoscimento dello Stato di Palestina, ha promosso “Bagliori di pace”, coinvolgendo più amministrazioni dell’Alto Vicentino, ha accolto “La luce di Betlemme” e ha invitato don Capovilla a parlare di Gaza. Con queste iniziative, l’Amministrazione ha manifestato la propria solidarietà al popolo palestinese, confermando al contempo il sostegno alle Istituzioni e alla Magistratura, chiamate a operare con piena autonomia e trasparenza.
Nondimeno condanniamo con fermezza le minacce e gli insulti che sarebbero stati rivolti alla persona e alla famiglia del Consigliere Alaeddine Kaabouri.
di Redazione AltovicentinOnline
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