In attesa da ore senza una sedia o una panchina. Così per chi accompagna un familiare al pronto soccorso di Santorso. Per i più fortunati la salvezza sta tutta in un portaombrelli che diventa una sedia di fortuna. Le misure anti-covid,  con lo stop agli accompagnatori, creano disagi.

Immagine che fotografa una strana gestione di chi accompagna una persona al pronto soccorso, obbligatoriamente tenuto ad aspettare fuori. E oltre quella porta, verso l’esterno, c’è poco per rendere meno tribolata l’attesa.
Oltre al portaombrelli tutto può andare bene per cercare sollievo. Come la carrozzina lasciata nel piccolo piazzale, sulla quale un’anziana riposa le gambe stanche dopo due ore che aspetta che il proprio caro esca dal pronto soccorso. Ma c’è anche chi si arrende sull’erba della piccola aiuola spartitraffico o magari seduto in auto, oppure sul bordo del marciapiede.

A metà di un pomeriggio abbiamo contato 14 persone in attesa. Tutte sì con la mascherina ma, a volte, vicine tra loro.  Così per le disposizioni governative che vietano l’accesso a chi non accompagna un minore, un disabile o una persona con fragilità. Obbligo imposto per evitare assembramenti dentro il pronto soccorso.

P.V.

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