Diventa battaglia politica a Schio l’intenzione dell’amministrazione comunale di indire un referendum popolare per valutare, con la cittadinanza, come sostituire il passaggio a livello di via dell’Industria, oggetto di demolizione in vista dell’elettrificazione della tratta ferroviaria Vicenza-Schio.

Il budget non è ancora stato definito e il costo si aggira tra i 6 e i 7 milioni di euro e tre sono le soluzioni possibili: un sottopasso sotto il passaggio a livello, un soprapasso, o lo spostamento della stazione dal centro ai ‘Cementi’.

“Il referendum popolare sul passaggio a livello in via dell’Industria è l’ennesimo esempio del costante indecisionismo di una giunta che non perde occasione per sfuggire alla responsabilità di prendere un qualsiasi provvedimento – è il commento del Pd di Schio, sottoscritto da Giovanni Battistella e da Leonardo Dalla vecchia, che in campagna elettorale aveva annunciato la sua intenzione di realizzare un sottopasso che permetta il transito dei veicoli sotto il tracciato ferroviario per risolvere il grave problema di viabilità

creato dal vecchio passaggio a livello – Bisogna per forza spendere tempo, soldi ed energie in un referendum per rendersi conto che il sottopasso è  oggettivamente la soluzione migliore? Gli Scledensi hanno bisogno di soluzioni, non di referendum. E le soluzioni le può dare solo un’amministrazione capace e coraggiosa, che sa assumersi le responsabilità delle proprie decisioni”.

“Ora che la linea verrà elettrificata l’idea di spostare la stazione appare come una scelta scellerata. Non capisco come si possa anche solo ipotizzarlo. L’unica scelta possibile è quella di un sottopasso, tanto più se la regione è interessata a finanziarlo – ha commentato Dalla Vecchia – Vogliamo avvicinarci ai centri attrattivi e connetterci oppure essere destinati ad un declino di periferia? Vogliamo continuare a decentrare il nostro centro o invertire la tendenza? L’elettrificazione ed il tempo ridotto di percorrenza sono un’occasione unica”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Alex Cioni, capogruppo in consiglio di Schio Città Capoluogo – PrimaSchio, che ha sottolineato: “Promuovere un referendum su temi di questo genere che rientrano nelle pertinenze di chi ha l’onore e l’onere di governare la città, la considero un modo elegante per sfuggire dai propri doveri di amministratori. Rimango in attesa di visionare i progetti per un opportuno approfondimento tecnico, ma già da ora posso dire che l’ipotesi di spostare la stazione dei treni in zona cementi non mi entusiasma, a meno che non ci siano dei piani di riqualificazione per l’attuale stazione – ha concluso Cioni – Non si può pensare di spostare la stazione ai cementi senza ragionare sul futuro dell’area ferroviaria una volta che non arriveranno più i treni”.

Valter Orsi, sindaco di Schio, dal canto suo, non si scompone: “Se alle ultime elezioni abbiamo vinto con oltre il 50% un motivo c’è. Abbiamo sempre dichiarato di voler coinvolgere i cittadini non per ‘lavarci le mani’ dall’assumerci responsabilità, quanto piuttosto per sensibilizzare sulla cosa pubblica. E’ piuttosto evidente che quando ci dobbiamo prendere responsabilità ce le prendiamo, se poi ai nostri antagonisti non piacciono è comprensibile, per questo esistono i diversi schieramenti. Ci sono tre opzioni, che saranno ampiamente spiegate alla cittadinanza, con slide, proiezione della realizzazione, costi, conseguenze. Abbiamo sempre detto che avremo chiesto alla città di esprimersi su questo argomento, per rispetto dei cittadini, che abiteranno a Schio anche quando noi avremo concluso il nostro mandato. Certo, dovranno partecipare agli incontri e solo allora saranno chiamati ad esprimersi. Quel che è certo è che ora ci sono 55 milioni stanziati dalla regione per l’intera tratta Schio-Vicenza e ne mancano 80 per avere il budget completo. Noi abbiamo un’idea molto precisa, vogliamo arrivare a corse ogni 35 minuti. L’elettrificazione permette di inquinare molto meno. L’assessore regionale Elisa De Berti è già venuta a Schio ad incontrare tutti sindaci dei Comuni lungo la tratta, per condividere progetti e richieste. Comprendo che le varie forze politiche abbiano opinioni precise, ma vorrei sapere se hanno fatto tutte le valutazioni e il calcolo dei costi o se hanno deciso a priori, poiché qualsiasi scelta è destinata a cambiare drasticamente la città. Capisco anche che chi è abituato a gestire tutto dall’ufficio, con cinque persone che decidono le grandi cose, fatichi a comprendere la nostra voglia di dare voce ai cittadini. Ovviamente abbiamo ricevuto una delega, la rispettiamo, ma non siamo quel tipo di amministrazione dove pochi decidono tutto. Comunque – ha concluso – il discorso è molto preliminare, non ci sono ancora i 6 milioni per l’eliminazione del passaggio a livello di Schio. Ci sono molte valutazioni ancora da fare e poi, quando avremo numeri più certi, partirà il percorso di coinvolgimento della popolazione”.

A.B.

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