Tre anni in canile. Tre anni sospesa in attesa che la giustizia faccia il suo corso. È la storia di Bea, una cagnona ospite del Parco canile di Schio dopo essere stata coinvolta in un sequestro eseguito dai carabinieri. A raccontare la sua situazione è Enpa Thiene Schio, che lancia un appello: “nel frattempo lei deve mangiare, qualcuno vuole aiutarci?”.
Bea è arrivata al canile di Enpa Thiene Schio tre anni fa. Da allora è ancora lì, perché il procedimento penale legato al suo sequestro non è stato definito. “Purtroppo i tempi della giustizia sono infiniti e gli animali restano in canile a vegetare”, spiegano i volontari. Il punto è proprio questo: fino a quando un giudice non avrà definito la situazione, il canile non può decidere autonomamente il futuro dell’animale.
Bea, raccontano dall’Enpa, sarebbe una cagnona che meriterebbe una famiglia e una vita diversa da quella trascorsa dietro le sbarre. I volontari confidano in una confisca definitiva che possa permettere di trovare per lei una sistemazione, ma al momento non hanno alcun potere decisionale. “Noi ovviamente confidiamo in una confisca definitiva ma non abbiamo alcuna voce in capitolo”. Così Bea continua ad aspettare.
Ora servono anche le sue crocchette. “Abbiamo finito le scorte”
Nel frattempo c’è un’emergenza molto più concreta e immediata: il cibo. Bea ha bisogno di crocchette e umido particolari, grain free e senza pollo. Le scorte sono terminate e l’Enpa chiede aiuto a chiunque possa contribuire. Gli alimenti possono essere consegnati oppure spediti al Parco canile di Schio, via Fornaci 95, dietro la Protezione Civile. Gli orari indicati dall’associazione sono tutti i giorni dalle 8.30 alle 11.30 e dalle 15.30 alle 18.30.
di Redazione AltovicentinOnline
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