Che cosa resta di noi quando non ci saremo più? È una domanda che riguarda tutti, ma che per i genitori di una persona con disabilità assume un peso diverso, più urgente, spesso doloroso. È il tema del “dopo di noi”, una realtà che non concede scorciatoie emotive e che raramente viene affrontata con autenticità, senza retorica o pietismi. Elena Mantiero lo fa con coraggio, verità e realismo nel suo nuovo romanzo Cuori di carta, che verrà presentato sabato 24 gennaio alle 17, all’Auditorium Fonato di Thiene. L’ingresso è libero e gratuito; al termine l’autrice sarà disponibile per il firmacopie.
Il libro nasce da un’esperienza personale profonda. Anni fa, Mantiero partecipò come madre di un ragazzo disabile a una conferenza online dedicata proprio al “dopo di noi”. Un avvocato, con parole semplici e forse brutalmente sincere, ricordò ai genitori presenti una verità difficile da accettare: non siamo eterni, e prima o poi dovremo lasciare andare i nostri figli fragili al loro destino. Ma il passaggio più incisivo arrivò dopo. A quei genitori fu chiesto di lasciare una traccia, una memoria viva dell’identità più autentica dei propri figli, affinché chi se ne sarebbe preso cura in futuro potesse davvero conoscerli. Perché spesso, soprattutto quando la disabilità limita la possibilità di raccontarsi, solo i genitori custodiscono la vera essenza di una persona.
Da qui prende forma Cuori di carta. Valentina, la protagonista, compie un atto continuo di amore e di responsabilità: racconta al mondo suo figlio disabile, la sua unicità, e insieme la verità profonda della propria famiglia. Attorno a questo gesto si snodano le vicende del romanzo, che conducono il lettore dentro situazioni intense, talvolta dure, sempre autentiche. Mantiero sceglie consapevolmente di non collocare la storia in un tempo o in un luogo precisi. Perché Valentina non è una sola madre, ma molte: è il volto di tutte quelle famiglie che, ieri come oggi, ovunque, convivono con la fragilità e cercano senso, dignità e futuro.
La presentazione thienese sarà resa ancora più significativa grazie al contributo di Lucy Briaschi e Tiziana Bolfe, artiste di Artedanza, che doneranno al pubblico alcune coreografie pensate per accompagnare e interpretare i passaggi più intensi del libro. Un dialogo tra parola scritta e linguaggio del corpo, capace di dare forma visibile a emozioni che spesso non trovano voce.
In un panorama in cui la disabilità viene spesso raccontata per slogan, o confinata tra buone intenzioni e narrazioni addolcite, Cuori di carta si distingue per onestà e profondità. Non offre soluzioni facili, ma pone domande necessarie. E ricorda che il “dopo di noi” non è solo una questione giuridica o organizzativa, ma un atto d’amore: lasciare memoria, identità, verità. Perché chi resta possa continuare a vedere, davvero, la persona fragile nella sua interezza.
di Redazione AltovicentinOnline
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