Odori nauseabondi, pollina nei giardini e vermi all’interno delle case. A oltre un anno e mezzo dalle prime proteste, il maxi pollaio di via Sant’Anastasia a Zugliano continua a dividere residenti e istituzioni. Il comitato cittadino torna a denunciare una situazione ritenuta insostenibile, mentre il Comune rivendica controlli, monitoraggi e ordinanze già emesse, che hanno portato anche alla riduzione del numero di capi allevabili. In attesa degli esiti definitivi delle indagini, l’azienda avicola annuncia l’intenzione di ricorre al Tar. La vicenda resta quindi aperta e pronta a riaccendere il dibattito in paese nell’incontro pubblico che il comitato ha intenzione di organizzare tra la fine di gennaio e i primi di febbraio

“Una situazione insostenibile”
A denunciare nuovamente il problema sono Filippo Bassan e Barbara Cunico, rappresentanti del comitato, sottolineando come le comunicazioni ufficiali via pec e le schede Arpav non abbiano prodotto risultati concreti. “Anche nel periodo invernale la permanenza all’aperto è invivibile a causa degli odori molesti e nauseabondi-spiegano Bassan e Cunico-e non osiamo immaginare cosa accadrà con l’arrivo della prossima estate”.  Tornano quindi a scrivere a chi di competenza, mandando foto e video: “si vede come la pollina venga dispersa e si depositi direttamente sul terreno circostante. Chiediamo pertanto di chiarire se tale materiale debba essere considerato rifiuto speciale e, in quanto tale, gestito e smaltito secondo le modalità previste dalla normativa vigente, anziché lasciato accumulare e disperdere sul suolo”.

Odori e vermi anche in casa
Per il comitato sono insufficienti le soluzione che l’azienda ha adottato nel frattempo.”Le capottine installate all’esterno delle ventole di espulsione sembrano creare una sorta di compressione che spinge ancora più in alto e con maggiore intensità fumi e scarti, ampliando l’area interessata dalla molestia”, spiegano i rappresentanti, che non intendono fermarsi nella loro battaglia, anche dopo un esposto alla Procura della Repubblica che non avrebbe prodotto risultati concreti. “Chi dobbiamo interpellare per risolvere concretamente questa situazione nel tentativo di smuovere una situazione che appare completamente bloccata? Ricordiamo che a pochissima distanza dal pollaio si trovano abitazioni, alcune a meno di 40 metri, senza nemmeno dover richiamare la presenza di scuole nelle immediate vicinanze. Resta da capire se sia legittimo, per dei cittadini, chiedere di poter vivere nel proprio territorio senza dover subire quotidianamente odori insopportabili e senza che vengano messi in atto interventi risolutivi concreti”.

Nuovo incontro pubblico: “il sindaco ci deve aggiornare sulla situazione”
Pur aspettando le risposte formali, il comitato ha in programma un incontro pubblico, tra la fine di gennaio e i primi di febbraio, con la comunità: “dove sarà invitato il sindaco per aggiornarci sulla situazione, che è monitorata anche dal Comune, e sugli interventi che la ditta ha fatto per eliminare o ridurre il disagio e l’impatto ambientale”.

La replica del sindaco di Zugliano
Sulla situazione di grave disagio lamentata dai residenti di via Sant’Anastasia per la presenza dell’allevamento avicolo, il sindaco di Zugliano Sandro Maculan fa il punto sulle azioni messe in campo dall’amministrazione comunale, in collaborazione con Provincia, Arpav, Servizio di igiene e sanità pubblica e Servizio veterinario. “Nei mesi scorsi-spiega il primo cittadino -è stata svolta un’intensa attività di verifica e controllo”.

Le verifiche sulla presenza di vermi. Maculan spiega che tra i primi accertamenti “è stata effettuata una verifica per accertare se la presenza di vermi segnalata presso alcune abitazioni fosse riconducibile all’attività di allevamento e se potesse costituire un pericolo per la salute. Il servizio di prevenzione dell’Ulss, su richiesta del Comune, ha eseguito uno specifico campionamento e, pur ritenendo che si trattasse di una specie innocua e non pericolosa per l’uomo, non trasmissibile per via aerea e quindi difficilmente correlabile alla presenza dell’allevamento, per sgombrare ogni dubbio ha avviato nel novembre scorso un’indagine specifica tramite l’Istituto di Zootecnia di Venezia. L’indagine è tuttora in corso”.
Il monitoraggio di odori e polveri. Parallelamente è stato avviato, a partire dal mese di maggio, un monitoraggio delle emissioni odorigene e delle polveri, in collaborazione con Arpav, “inizialmente mediante il posizionamento di radielli nei dintorni dell’allevamento e nei punti sensibili, come le scuole-continua il sindaco di Zugliano-I dati raccolti hanno escluso criticità per la salute, ma hanno evidenziato valori compatibili con una molestia olfattiva. Successivamente, dalla fine dell’estate fino al mese di dicembre, tecnici di ARPAV provenienti da Mestre hanno installato un mezzo mobile specializzato nella rilevazione delle sostanze odorigene. Attualmente si è in attesa dei risultati definitivi di tali rilevamenti”.
L’ordinanza e la riduzione dei capi allevabili. Alla luce del disturbo accertato, nel luglio 2025 il sindaco ha emesso un’ordinanza per rischio sanitario, legata alla ritardata applicazione delle Bat, Migliori Tecnologie Disponibili, nello stabilimento, intimando alla ditta l’adozione di misure di mitigazione e di controllo delle emissioni. A seguito dei successivi sopralluoghi, che hanno rilevato una solo parziale ottemperanza, la Provincia di Vicenza ha revocato l’Autorizzazione Unica Ambientale, riducendo il numero massimo di capi allevabili da 40 mila a 30 mila.
La seconda ordinanza e il ricorso al Tar “Consapevoli che tali misure non sarebbero state sufficienti a risolvere il problema, nel novembre scorso, è stata notificata all’azienda una seconda ordinanza, con ulteriori prescrizioni per contenere le emissioni di odori e polveri”. Ad oggi, riferisce il sindaco, risultano attuati solo alcuni interventi, come l’abbassamento delle capottine e la piantumazione di una barriera vegetale, mentre non è stato realizzato l’impianto di nebulizzazione ritenuto idoneo da Arpav, né fornita la documentazione tecnica richiesta. In questi giorni, infine, la ditta ha comunicato al Comune  l’intenzione di impugnare l’ordinanza davanti al Tar.

“L’amministrazione comunale di Zugliano comprende le legittime esigenze di un’attività produttiva operante in strutture adibite da molti anni all’allevamento-conclude il sindaco Maculan-tuttavia, continuerà a richiedere in ogni sede che tale attività venga svolta nel pieno rispetto delle normative vigenti e del diritto dei cittadini residenti a non subire danni o disagi”. Il sindaco sottolinea infine che tutti i passaggi sono stati costantemente e puntualmente comunicati ai residenti e ai rappresentanti del comitato costituitosi lo scorso anno.

Paola Viero

Zugliano. Barricati in casa per la puzza e i vermi del maxi pollaio

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