Come un tesoro abbandonato, in Questura a Vicenza 1639 passaporti aspettano di essere ritirati. Documenti richiesti e pronti che aspettano i legittimi titolari negli uffici di viale Mazzini.
Una giacenza che sono la fotografia di una mole di lavoro svolta, ma mai conclusa a causa delle persone che non si sono mai presentati per portarsi a casa il proprio passaporto: 86 passaporti risalgono al 2023, 298 al 2024, 798 al 2025 e 466 sono stati emessi nel 2026.
Se sui social network c’è ancora chi protesta per le attese infinite prima di ottenere il passaporto, a Vicenza la musica sembra essere cambiata. E pure con un certo ritmo.Negli ultimi mesi, infatti, l’ufficio passaporti ha intensificato le attività per far fronte alle numerosissime richieste. Quelle di chi magari controlla con ossessione le offerte dei voli low cost. Una celerità nel sbrigare le pratiche in viale Mazzini che è frutto di una convenzione tra la Questura e il Comune di Vicenza, rinnovata a febbraio, dove alcuni volontari civici affiancano il personale in alcune fasi del processo di stampa, sotto la supervisione degli operatori di Polizia. Analoga collaborazione è stata avviata anche con l’Associazione Nazionale Polizia di Stato di Vicenza. Se un tempo servivano settimane, oggi il passaporto viene rilasciato entro pochi giorni dalla presentazione della pratica. Una piccola rivoluzione organizzativa guidata dall’attuale dirigente della Divisione Polizia Amministrativa, il Primo Dirigente della Polizia di Stato Nevio Di Vicenzo, che da marzo scorso ha assunto la responsabilità dell’Ufficio.
Urgenza sì, ma solo se è davvero urgente
Le richieste restano numerose in tutta la provincia. Per prenotare l’appuntamento è necessario utilizzare il portale online della Polizia di Stato, scegliendo tra procedura ordinaria e prioritaria. L’accesso senza prenotazione resta riservato, al momento, agli over 70 e alle persone con disabilità.
“E’ però il caso di sensibilizzare l’utenza sulla necessità di utilizzare la procedura prioritaria per il rilascio del passaporto solo nel caso in cui si sia già provveduto al pagamento di un viaggio calendarizzato a 30 giorni dal momento dell’appuntamento presso lo sportello dell’Ufficio Passaporti in Questura” spiegano da viale Mazzini:”negli ultimi giorni, infatti, si sta assistendo ad una sovrautilizzazione della procedura d’urgenza da parte di utenti che hanno in programma di effettuare viaggi ben oltre i 30 giorni dall’appuntamento in Questura, con l’ovvia conseguenza di sottrarre posto a coloro che, invece, si trovino nella condizione di dover viaggiare in tempi più brevi (appunto entro i 30 giorni). Di fatto, poi, coloro che hanno chiesto la procedura d’urgenza senza averne i presupposti si vedono rinviare l’appuntamento, con evidente dispendio di tempo ed aggravio delle procedure”.
P.V.
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