“Se le attività di “ricondizionamento” allo stato selvatico messe in atto dal CFS non dovessero funzionare sarà necessario catturare l’orso M4 e spostarlo in una zona remota delle nostre Alpi. Per questo chiedo alla Giunta regionale di presentare già una domanda specifica al Ministero nel rispetto delle norme vigenti”. Lo afferma il consigliere regionale Costantino Toniolo, che ha partecipato all’incontro organizzato dalla Coldiretti in municipio ad Asiago al fine di fare il punto sulla situazione.

 

“Ho come l’impressione che M4 abbia oramai troppa confidenza con le attività umane”, spiega Toniolo, dopo aver sentito ulteriori testimonianze da parte degli allevatori di bovini in alpeggio, “e quasi sicuramente catturarlo per mettergli il radiocollare non basterà per evitare la strage di capi di bestiame in Altopiano”.

“Propongo alla Giunta regionale”, sottolinea Toniolo, “di chiedere al Ministero una deroga per la sua cattura che preveda lo spostamento in un’area remota o “protetta”, come già avvenuto per altri esemplari d’orso in Trentino che avevano preso troppa confidenza con l’uomo!”

“Rimane ferma la mia richiesta (interrogazione del mese scorso, ndr) alla Giunta e all’assessore Stival di rifondere in modo certo e preciso gli allevatori danneggiati”, sottolinea Toniolo, “e come avviene in altre regioni ritengo sia necessario accordarsi con le associazioni di categoria per i valori degli indennizzi da predazione!”

Nel frattempo Toniolo è convinto che si debba immediatamente mettere in atto nelle aree a rischio come l’Altopiano, il Baldo, la Lessinia e la montagna bellunese un’azione preventiva verso i grandi predatori selvatici che sono ritornati sulle nostre montagne applicando le indicazioni contenute nel Piano d’azione interregionale per la conservazione dell’orso bruno delle Alpi centro-orientali (PACOBACE).

“M5, l’orso Dino, a quanto pare non sarebbe stato un caso isolato, e ne abbiamo la prova sull’Altopiano quattro anni più tardi con M4”, spiega Toniolo.

“E’ urgente che la Regione si attivi offrendo informazioni puntuali e precise sul fenomeno dell’orso. Ed è altrettanto necessario e urgentissimo offrire le risorse e la consulenza agli allevatori per realizzare le protezioni preventive previste dal Piano d’azione interregionale (PACOBACE)”, conclude Toniolo, “visto che l’Altopiano e la montagna veneta sono vicini a regioni in cui la presenza del plantigrado è notevole: oltre 50 esemplari in Trentino e circa 500 in Slovenia.

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