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“Ciao, se state leggendo questo messaggio è segno che non sono più a questo mondo”

“L’ho sentito due giorni fa, Lorenzo era felice, voleva combattere al fianco dei curdi per vincere contro quello che lui chiamava il fascismo dell’Isis“. Lo ha detto Annalisa Orsetti, madre di Lorenzo Orsetti, il 33enne italiano, fiorentino, ucciso dall’Isis a Baghuz,  l’ultima sacca di resistenza del sedicente Stato islamico in Siria.

I canali Telegram del califfato hanno diffuso le foto del ragazzo senza vita, in uniforme militare, e una foto della sua tessera sanitaria e di una carta di credito. L’uomo era noto per aver combattuto tra le milizie curdo-siriane Ypg (nome di battaglia ‘Tekoer’ ad Afrin, nel nord della Siria.

Proprio poche settimane fa, Lorenzo Orsetti, che mancava dall’Italia da un anno e mezzo, aveva parlato al telefono con Le Iene, poco prima di raggiungere il fronte di guerra.

“Non penso di tornare in Italia a breve – aveva detto-  ma anche quando lo farò non avrò problemi ad assumermi le mie responsabilità. Sono molto orgoglioso di fare quello che sto facendo e sono convinto di stare dalla parte giusta. Ora, se anche conquisteremo l’ultima roccaforte di Al Marashidah, penso che la mentalità di Isis, feudale e patriarcale, sopravviverà. La battaglia è ancora lunga, ma siamo qui per questo

Le Iene hanno pubblicato sul loro sito il video che Orsetti aveva inviato loro,  in cui si riprende mentre spara con un kalashnikov sul fronte di Ajin, in Siria. E pubblicano anche l’audio integrale che il combattente filo-curdo aveva inviato via WhatsApp alla redazione di Italia 1. Lì commentava proprio l’esito della battaglia di Ajin. “E’ stata molto dura – diceva-  abbiamo impiegato molto tempo a conquistare la città, che era una roccaforte di Daesh, molto ben difesa. Ogni volta che strappavamo a loro del territorio, poi Daesh contrattaccava ed eravamo costretti a ricominciare tutto daccapo. Molti miei compagni sono morti nello sforzo per conquistare Ajin. Ero già stato a Raqqa subito dopo la liberazione, sono abituato a vedere un certo tipo di distruzione, ma qui ad Ajin siamo proprio a un altro livello: sembra di stare dentro ‘Guernica’, il quadro di Picasso”.

E su Facebook, Lorenzo aveva postato una lettera-testamento:

 “Ciao, se state leggendo questo messaggio è segno che non sono più a questo mondo. Beh non rattristatevi più di tanto, mi sta bene così; non ho rimpianti, sono morto facendo quello che ritenevo più giusto, difendendo i più deboli e rimanendo fedele ai miei ideali di giustizia, uguaglianza e libertà. Quindi,  nonostante questa prematura dipartita, la mia vita resta comunque un successo e sono quasi certo che me ne sono andato con il sorriso sulle labbra. Non avrei potuto chiedere di meglio.

Vi auguro tutto il bene possibile e spero che anche voi un giorno (se non l’avete già fatto) decidiate di dare la vita per il prossimo, perchè solo così si cambia il mondo. Solo sconfiggendo l’individualismo e l’egoismo di ciascuno di noi si può fare la differenza.  Sono tempi difficili, lo so, ma non cedere alla rassegnazione, non abbandonate la speranza; mai! Neppure per un attimo. Anche quando tutto sembra perduto e i mali che affliggono l’uomo e la terra sembrano insormontabili, cercate di trovare la forza e di infonderla nei vostri compagni. E’ proprio nei momenti più bui che la vostra luce serve. E ricordate sempre che ‘ogni tempesta comincia con una singola goccia’, cercate di essere voi quella goccia. Vi amo tutti, spero farete tesoro di queste parole”.

Poi la firma: Orso, Tekoser, Lorenzo.