La Miteni Spa,  industria chimica vicentina finita nell’occhio del ciclone Pfas, prende le distanze da ogni responsabilità in merito all’inquinamento delle acque che sta interessando le province di Vicenza, Verona e Padova e lo fa in una conferenza stampa che si è svolta oggi nella sede di Confindustria a Vicenza.

A dare l’annuncio ufficiale è stato Antonio Nardone, ingegnere e amministratore delegato dell’azienda: “La Miteni vanta cinquantanni di esperienza sui Pfas, siamo sicuri di essere all’avanguardia e davanti a tutti – continua – Da parte nostra ribadiamo la disponibilità a dare la nostra conoscenza in materia ai tavoli tecnici istituzionali, ma non ci sentiamo in alcun modo responsabili dell’inquinamento esistente in Veneto”.

A distanza di poco più di un mese del suo comunicato stampa con cui ribadiva la propria estraneità in merito alla presenza di Pfas in Veneto, la Miteni torna a far sentire la propria voce “La nostra azienda sin dal 1995 partecipa a tavoli internazionali di aggiornamento sui Pfas, dal 2005 lavoriamo con le università di tutta Europa nel progetto Perforce, nello studio dei composti organici perfluorurati -continua Nardone – In Italia già dal 2001 presentammo al ministro dell’ambiente i dati e le informazioni sulla produzione di pfas e Miteni (1)negli anni successivi abbiamo dato il nostro contributo all’istituto superiore di sanità nei vari congressi e nel 2008 abbiamo condiviso la valutazione del rischio”.

“Massima trasparenza e massima collaborazione” ha dichiarato Nardone, ribadendo la politica aziendale in fatto di prevenzione sanitaria e ambientale, tanto che nel corso della conferenza ha presentato ufficialmente il sito miteninforma.it “Un nuovo sito con tutte le informazioni e i dati delle nostre emissioni a completa disposizione – ha continuato Nardone – Ribadendo così la nostra completa disponibilità a condividere la nostra conoscenza con le istituzioni, gli enti e i cittadini del territorio”.

Nel discorso di Nardone, non solo difesa dagli attacchi  ricevuti nei mesi scorsi, ma anche la presentazione di un piano economico di investimento di circa 30 milioni di euro, dei quali circa la metà sono già stati utilizzati negli ultimi dieci anni per combattere l’inquinamento da Pfas come si legge nel comunicato stampa della Miteni  “Le acque in uscita dallo stabilimento di Trissino sono sotto costante controllo, trattate con sistemi garantiti dagli svariati milioni di euro che l’azienda ha investito nel trattamento delle acque e in interventi ambientali”.

Paola Viero

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