“La Procura della Repubblica ritiene che lei sia l’assassino di Chiara Poggi”: sono queste le prima parole con cui si è aperto l’interrogatorio di Andrea Sempio del 6 maggio scorso, negli uffici della Procura di Pavia, interrogatorio nel corso del quale il 37enne si è avvalso della facoltà di non rispondere. I magistrati, nonostante la scelta del silenzio, hanno ricostruito una lunga serie di accuse nei suoi confronti, a partire dalla contestazione delle telefonate sospette a casa Poggi nei giorni precedenti al delitto, dall’impronta numero 33 trovata sul muro delle scale dove si trovava il corpo della vittima e dalla presenza del Dna sotto le unghie della vittima. Ma non solo: i magistrati gli parlano anche del fatto che lui il 14 aprile 2025, non appena saputo di essere stato nuovamente convocato dai Carabinieri, sia andato immediatamente a buttare nella spazzatura (lontano da casa) un biglietto in cui secondo l’accusa ci sono appunti relativi al delitto del 13 agosto 2007.

Il video dell’interrogatorio, in cui si vede Sempio restare in silenzio con uno sguardo molto serio ma impassibile, è stato mostrato ieri sera in esclusiva nel corso della trasmissione “Quarta Repubblica“. Il riassunto delle contestazioni della Procura che sono lette ad Andrea Sempio dura tre ore. Secondo la Procura di Pavia il movente è da ricercarsi nel rifiuto “inaspettato” ad un approccio sessuale maturato alla visione di video intimi di Chiara: l’assassinio sarebbe avvenuto per una “reazione esplosiva che si accende quando la vittima la scaccia, tenta di sottrarsi e quindi si passa allo scontro fisico”.

Al termine della lettura di tutti gli elementi raccolti a suo carico durante le indagini, i magistrati chiedono a Sempio se intenda avvalersi della facoltà di non rispondere. Il suo avvocato difensore, Liborio Cataliotti, chiede se può conferire cinque minuti col suo cliente. Il magistrato risponde che preferirebbe avere una risposta immediata. A quel punto Sempio dice ad alta voce che desidera avvalersi della “facoltà di non rispondere”.

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