Nasce una nuova frontiera dell’umanizzazione delle cure oncologiche: la prima esperienza di “Pet Infusione”, che ha permesso a una paziente di affrontare la seduta di chemioterapia con accanto la propria cagnolina, una labrador di nome Joy. Un momento dal forte valore simbolico e umano, che ha suscitato il plauso del Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani.
“Umanizzare le cure vale come una medicina. Mi complimento con l’Ulss Marca Trevigiana e l’Oncologia dell’Ospedale di Montebelluna, dove una paziente si è detta ‘piena di gioia’ per aver potuto avere al suo fianco l’amata cagnolina Joy durante la prima seduta di chemioterapia. È stata imboccata una strada ricca di significati, umani ma anche terapeutici, in primis sotto l’aspetto psicologico”, ha dichiarato Stefani, esprimendo “convinta condivisione” per l’iniziativa.
La paziente, Barbara, aveva già chiesto di poter stare con la sua labrador durante la degenza post operatoria a Treviso e, successivamente, per le sedute di chemioterapia a Montebelluna. Una richiesta che l’Ulss 2 ha scelto di accogliere, attivando un percorso sperimentale che integra la presenza dell’animale domestico all’interno del contesto di cura, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie e della sicurezza dei reparti.
“Barbara – aggiunge Stefani – è stata assecondata nel suo desiderio e ciò, per sua stessa ammissione, l’ha aiutata ad affrontare con più serenità un momento difficile della sua esistenza, quando, oltre al corpo, soffrono anche la mente e il cuore”. La presenza di Joy al fianco della paziente, infatti, non è solo un gesto di attenzione: rappresenta un sostegno emotivo concreto, capace di ridurre ansia e stress in un percorso terapeutico complesso come quello oncologico.
Il progetto “Pet Infusioni” dell’Ulss 2 Marca Trevigiana è al momento in fase sperimentale, ma le aspettative sono alte. “Il Progetto dell’Ulss 2 – conclude Stefani – è sperimentale, ma mi auguro davvero che abbia gli esiti attesi e possa essere esteso in tutta l’Ulss, come si vorrebbe fare. Se la nostra sanità riesce anche a donare un sorriso ai malati grazie a iniziative come questa sarà stato fatto un grande passo avanti”.
L’esperienza di Montebelluna si inserisce nel più ampio filone delle terapie assistite con gli animali e delle politiche di umanizzazione degli ospedali, che puntano a mettere al centro non solo la malattia, ma la persona nella sua interezza, con i suoi affetti, le sue paure e i suoi bisogni emotivi. In questo quadro, Joy non è solo un cane al fianco della sua proprietaria, ma diventa simbolo di una sanità che prova a essere sempre più vicina ai pazienti, anche attraverso piccoli grandi gesti di umanità.
foto Il Gazzettino
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