Valentino Bortoloso è morto a 102 anni. A Schio, e non solo, per tutti era ‘Teppa’. Un nome che non è mai stato solo un soprannome di battaglia. Con lui se ne va un secolo di storia, e forse una delle pagine più laceranti del Vicentino.
‘Teppa’, infatti, fu uno degli autori dell’eccidio di Schio, che nella notte tra il 6 e il 7 luglio 1945 fu compiuto all’interno delle carceri della città da un gruppo di ex partigiani, comandati da Bortoloso. 54 le vittime. Il 6 agosto i militari inglesi arrestarono cinque partigiani, tra cui il ventiduenne Valentino Bortoloso. Dopo le torture confessò l’eccidio e fece i nomi dei complici: condannato a morte, ebbe la pena commutata in ergastolo e uscì dal carcere dopo dieci anni.
Una vicenda che ancora oggi divide, accende, contrappone. Nel 2016 il nome di Valentino Bortoloso tornò con forza nel dibattito pubblico, quando il prefetto di Vicenza gli consegnò la medaglia della Liberazione. Riconoscimento che qualche mese dopo venne revocato, tra prese di posizioni e tensioni politiche. Nel febbraio 2017 firmò una lettera di perdono e riconciliazione con Anna Vescovi, figlia di una delle vittime, alla presenza del vescovo di Vicenza.
di Redazione AltovicentinOnline
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