Un altro importante traguardo per la sanità dell’Alto Vicentino e di tutta l’ULSS 7 Pedemontana: per la prima volta in un ospedale vicentino, presso l’Unità Operativa di Endoscopia Digestiva dell’Ospedale di Santorso, è stata eseguita l’asportazione di un tumore gastrico senza ricorrere alla chirurgia tradizionale, bensì grazie all’utilizzo della Dissezione Sottomucosa Endoscopica (ESD), una procedura d’avanguardia che permette di eliminare i tumori precoci, quindi in stadio non avanzato, del tratto gastrointestinale preservando pienamente l’integrità e la funzionalità degli organi.
Il tutto con l’utilizzo di uno strumento dedicato, con il diametro di un ago, che passa all’interno dell’endoscopio e, come un bisturi, permette di incidere la mucosa sana, asportando la lesione limitatamente alla sua localizzazione.
La procedura è stata eseguita su un paziente di 40 anni a cui era stata diagnosticata una neoplasia gastrica a seguito di accertamenti per anemia. Gli ulteriori esami endoscopici ed in particolare la ecoendoscopia gastrica, hanno evidenziato che il tumore era allo stadio iniziale: il paziente era quindi un candidato perfetto secondo le Linee Guida internazionali, per la dissezione endoscopica.
«La premessa fondamentale è che si tratta di una metodica all’avanguardia, utilizzata in pochissimi centri in Veneto, che può essere applicata solo su pazienti selezionati – sottolinea il dott. Lucio Cuoco, direttore dell’UOC Endoscopia Digestiva dell’Ospedale di Santorso -, ma dove è possibile applicarla si tratta di una grande innovazione, perché in precedenza l’unica via per curare questi tumori era la sala operatoria, dunque un intervento molto più invasivo e demolitivo. Oggi invece, grazie al progresso scientifico, possiamo offrire una cura radicale e definitiva con una tecnica minimamente invasiva che consente di rimuovere porzioni di tessuto anche ampie e garantisce ai pazienti selezionati importanti vantaggi. Un intervento di tipo tradizionale infatti comporta una degenza ben superiore, con la necessità di ritornare poi in ospedale per controllare le ferite chirurgiche e almeno per alcune settimane i pazienti possono sperimentare una sensazione di sazietà precoce e altri disturbi minori. Con la dissezione sottomucosa per via endoscopica, invece, il paziente può mangiare la sera stessa dell’intervento e andare a casa già il giorno dopo, senza ulteriori disagi. Il tutto con la garanzia comunque di rimuovere completamente il tessuto malato, quindi con piena efficacia terapeutica anche a lungo termine per il paziente. Tutto ciò è possibile solo a condizione che la struttura sia dotata di strumentazione dedicata e che il personale medico e infermieristico sia adeguatamente formato sul campo».
«Questo risultato – commenta il Direttore Generale dell’ULSS S7 Pedemontana Carlo Bramezza – rappresenta un ulteriore elemento di crescita e valorizzazione dell’Endoscopia dell’ospedale di Santorso, che è oggi uno dei centri più avanzati a livello regionale. Soprattutto, rappresenta un passo in avanti significativo per i pazienti. Voglio dunque complimentarmi con tutta l’équipe che ha eseguito l’intervento per questo importante risultato e con il dott. Cuoco per l’attenzione costante nell’implementazione delle metodiche più avanzate al servizio dei pazienti, perché quest’ultimo intervento non è un caso isolato ma si inserisce in un percorso di innovazione continua nell’Endoscopia di Santorso che ha già visto l’introduzione recente di altre metodiche all’avanguardia».
La procedura, durata circa un’ora e mezza, è stata eseguita in prima persona dal dott. Lorenzo Brozzi coadiuvato dal suo tutor di formazione (dr. Alessandro Gubbiotti) e dall’équipe infermieristica della Endoscopia Digestiva, con il paziente in sedazione profonda grazie all’assistenza anestesiologica garantita dal dott. Luigi Ongaro, direttore dell’UOC Anestesia e Rianimazione. La procedura è stata resa possibile soprattutto grazie alla formazione che il dott. Brozzi ha sostenuto presso l’ospedale Sant’Antonio di Padova, un centro di eccellenza nel campo.
«Ringrazio in particolare il dott. Alessandro Gubbiotti ed il dott. Erik Rosa Rizzotto dell’Ospedale Sant’Antonio di Padova per il training che hanno offerto alla nostra équipe ed in particolare al dott. Brozzi», conclude il dott. Cuoco.
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