Una legge c’è, ma i soldi no. E intanto le persone con disabilità restano abbandonate. È la triste realtà che emerge dal caso di Dario Ceroni, residente a Caltrano, affetto da una grave sindrome neuro-degenerativa e costretto su una sedia a rotelle. Nonostante l’invalidità totale (100%) e il possesso di una patente speciale, Ceroni si ritrova oggi tradito da una legge regionale che avrebbe dovuto aiutarlo.

I fatti

Nel novembre 2024, Ceroni ha acquistato una nuova automobile adattata alle proprie esigenze motorie: abbassamento del pianale, rampa di accesso e modifiche speciali, per una spesa totale di 18.855 euro. Un investimento pesante, ma necessario per mantenere una parvenza di autonomia nella vita quotidiana. Proprio per questo, la legge regionale 16/2007, in vigore da oltre 15 anni, prevede un contributo fino al 50% per l’adattamento dei veicoli delle persone disabili.

Ceroni ha presentato domanda di contributo il 19 ottobre 2024, allegando tutta la documentazione richiesta. Ma ad agosto 2025 scopre che la sua pratica è ferma al Comune, in attesa di un bando regionale che non è mai stato pubblicato. Un’inerzia istituzionale che ha il sapore della beffa.

Di fronte al silenzio totale della Regione , nessuna risposta alla pec  inviata mesi fa,  Ceroni prova a contattare telefonicamente la direzione dei Servizi Sociali. La risposta ufficiosa, sussurrata quasi con imbarazzo? “Non ci sono soldi per finanziare la legge.”

“Allora a cosa serve fare leggi se poi non si finanziano? Un cittadino se non rispetta la legge viene multato. Ma la Regione può ignorare le sue stesse norme senza conseguenze?”, si chiede Ceroni, con rabbia e amarezza.

“La legge regionale 16/2007 doveva rappresentare una svolta per l’eliminazione delle barriere architettoniche e ambientali. Riguarda non solo l’adattamento dei veicoli, ma anche gli interventi su edifici pubblici, mezzi di trasporto, abitazioni e attività commerciali. Doveva essere un ponte verso l’inclusione. Oggi è una presa in giro – conclude Ceroni – . La Regione Veneto, con il suo silenzio, sta mandando un messaggio chiaro: la dignità delle persone con disabilità non è una priorità. Se davvero non ci sono fondi per garantire i diritti minimi di mobilità e autonomia, allora si abbia almeno il coraggio politico di cancellare la legge, invece di fingere che sia attiva”.

Intanto, cittadini come Dario Ceroni continuano a pagare di tasca propria per colmare il vuoto lasciato dalle istituzioni.

Un vuoto che non è solo economico, ma anche morale.

di Redazione AltovicentinOnline

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