Uno speleologo infortunato nella Caverna del Sieson, la spettacolare voragine profonda 96 metri a Campolongo di Rotzo, sull’Altopiano di Asiago, un intervento rapido per il rischio di caduta di materiale dall’alto e, al contempo, la necessità di assicurare tutte le cure del caso al ferito senza poter attendere l’arrivo di un’ulteriore squadra sanitaria.

Sieson (2)Questo è lo scenario ipotizzato domenica scorsa, 21 maggio, in occasione dell’addestramento della Stazione speleo del Veneto Orientale. Uno scenario molto simile alla realtà, dato che l’interno delle grotte dove sono chiamati a operare i soccorritori è un ambiente ristretto e difficile, dove l’instabilità delle pareti si trasforma spesso in pericolosi crolli di roccia. L’infortunato, bloccato nel pozzetto di 7 metri tra roccia e ghiaccio, dopo il pozzo di ingresso, è stato raggiunto dalla squadra di primo intervento, che ha messo in atto tutte le manovre di stabilizzazione e monitoraggio, con particolare cura all’immobilizzazione tramite stecco benda a depressione della gamba con sospetta lesione. Particolare attenzione è stata dedicata al trattamento dello stato ipotermico in avanzamento, accendendo anche l’apposito riscaldatore denominato ‘piovra’.

Valutato l’ambiente non troppo sicuro è stata decisa  l’evacuazione dal pozzo senza l’ausilio della barella, utilizzando tecniche avanzate in corda singola con i soli materiali personali  a disposizione. Superato il salto ghiacciato, è seguito l’imbarellamento e con il trasporto per 30 metri lungo la schiena detritica fino alla tendina allestita precedentemente come campo base dove monitorare nuovamente il ferito in attesa dei sanitari.

Sieson (3)Impegnativo il recupero dal pozzo di ingresso: per ovviare al rischio di caduta sassi sulla verticale dalla cengia, è stata attrezzata una lunga teleferica obliqua con corda di “tiro” su contrappeso, che ha permesso alla barella arrivare all’uscita molto velocemente.

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