È stato il vescovo Antonio Mattiazzo all’inizio dell’omelia ad annunciare, a tutta la chiesa diocesana riunita nella Chiesa Cattedrale di Padova per la messa crismale, la morte di Mons. Giovanni Leonardi, spirato la mattina del giovedì santo, nella casa “Cenacolo Nostra Signora di Fatima” di Montegalda, dove era ospite da qualche anno.

 

Il funerale, presieduto dal presule della “Città del Santo”, sarà celebrato nella chiesa di “Santa Maria in Vanzo” presso il Seminario Maggiore Vescovile di Padova martedì prossimo, 22 aprile, alle 10. La salma sarà, poi, portata nella chiesa Arcipretale di Zugliano, dove alle 15 sarà celebrata un’altra Eucaristia. A Zugliano aveva celebrato la sua Prima Messa Solenne il 15 luglio 1951.

Don Leonardi era nato 86 anni fa, il 28 ottobre 1927, a Zugliano, appunto, da una famiglia alla quale fu sempre molto legato.

Ha studiato Teologia nel Seminario Vescovile di Padova dove fu ordinato sacerdote l’8 luglio 1951. Subito dopo l’ordinazione espresse al Rettore del Seminario il desiderio di specializzarsi in Sacra Scrittura. Si laureò il 4 marzo 1964 con una tesi sulle tentazioni di Gesù e nel 1965 divenne docente di Sacra Scrittura a Padova.

Fu altresì impegnato come segretario del Consiglio Presbiterale diocesano e fu co-fondatore e primo Direttore della Scuola di Bassano, situata presso la Casa S. Giuseppe dei Padri Gesuiti, scelta come luogo di confluenza di tre Diocesi, Padova, Vicenza, Treviso. Coinvolse diversi docenti e consumò più auto per questo impegno. Fu anche il primo segretario e presidente della Federazione Triveneta delle Scuole di Formazione Teologica promovendo sei convegni. Il medesimo servizio di insegnamento prestò poi anche nelle Scuole di Padova ed Este, che nel frattempo erano nate e che tuttora continuano nel servizio, anche se altri centri teologici di carattere accademico, come l’Istituto Superiore di Scienze Religiose, erano stati fondati per rispondere alla pastorale e all’insegnamento della religione cattolica.

Molto del suo tempo don Giovanni lo dedicò alla divulgazione. Sin dal 1958 curò sul “Il Santo dei miracoli” una rubrica con circa 400 articoli, illustrati con fotografie ambientali e archeologiche originali. Raccolse così migliaia di slides, che illustrava ai vari uditori con proiezioni adeguate. La sua voglia di documentare lo portò in Iraq, dove rischiò, per alcune riprese di ambienti strategici, di finire in prigione. Per la stessa passione, già avanti con gli anni, volle partire per la Grecia da solo con la sua Panda e girò in pieno luglio per buona parte di quella terra, per documentare i luoghi degli Atti degli Apostoli che stava trattando. Con lo stesso intento si impegnò, instancabile, in una quantità innumerevole di viaggi nelle Terre Bibliche, a partire dalla Terra Santa.

di Sandro Pozza

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