Una domenica qualunque, un pomeriggio leggero, trasformati in tanta paura per una madre e una figlia di Zugliano. Il tutto per un posto auto, nel parcheggio del centro commerciale Palladio a Vicenza. “Eravamo lì per vedere un film che davano al cinema”, racconta la madre: “ma tutto si è trasformato in un incubo”.
E’ ancora scossa questa donna, B. 54 anni di Zugliano. “Eravamo partite da casa allegre, per andare a vedere l’ultimo film di Checco Zalone”. Un pomeriggio che doveva essere di allegria e complicità, tra un giro veloce a guardare le vetrine, poi al cinema. Quando arrivano trovano il parcheggio pieno. Non c’è un solo posto. Aspettano. Finalmente una donna si avvicina e dice: “me ne sto andando”. La figlia sedicenne scende dall’auto e si incammina con lei, mentre la madre riaccende il motore e fa rapidamente il giro del parcheggio.
Mentre la madre sta facendo la manovra per parcheggiare, spunta un’altra auto che cerca di rubarle lo spazio. Lo fa con una manovra a dir poco azzardata. “Pericolosa” continua la madre, che aggiunge: “solo la prontezza di mia figlia le ha evito di finire investita”. A bordo dell’auto pirata c’è una coppia: guida lei, “lui restava immobile e senza il coraggio di alzare lo sguardo, o dire qualcosa”. Poi fa retromarcia: “pensavo avesse capito, che se ne stesse andando”. Invece no. Ingrana la marcia e parte con un urlo contro la ragazzina: “puttana, levati”. E per la seconda volta rischia di investirla.
“Mi sono spaventata”. La mamma di Zugliano scende di scatto dalla sua auto. “Avevo il cuore in gola”. Corre per assicurarsi che la figlia stia bene. “Era sotto shock”. Tremava. Gli insulti ancora nelle orecchie. Nel frattempo le raggiunge anche l’altra donna, “quella ci stava lasciando il posto. Si è avvicinata a noi, per vedere come stava mia figlia. Ha visto tutto e anche lei era incredula”. Due donne, la ragazzina: tutte e tre ferme lì a guardare l’altra donna, quella che per un posto auto non aveva esitato a fiondare la sua auto sulla giovanissima. Resta immobile dentro l’abitacolo. “Nessuna scusa, niente di niente e quando ha visto che prendevo la targa della sua auto alla fine ha messo la retromarcia e se ne è andata”. Se ne va, lasciando dietro sé l’indifferenza, ” e tanta paura” conclude questa madre di Zugliano: “come è possibile arrivare a tanto? Come è possibile mettere a rischio una vita umana per un semplice posto auto? Come è possibile così tanta follia nelle menti delle persone?”. Tira un gran respiro, come a trattenere le parole. In mano il cellulare con il quale ha fatto la foto dell’auto. Una Volkswagen, c’è la targa. “Ma anche se denuncio cosa le possono fare?”. Dalla sua camera esce la figlia, la guarda e con un sorriso la avvolge in una abbraccio forte. Un gesto semplice, ma necessario, per allontanare almeno un po’ la paura.
P.V.
ph web/di repertorio
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