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I politici ‘lungimiranti’ pensano alla propria immunità

a cura di Michele Valente
Presidente Ordine Medici di Vicenza

A ieri, erano 80 i medici e gli infermieri morti in Italia. Dei medici positivi al
Covid-19 si è perso il conto, ma si stima che sia stato contagiato il 15% degli
operatori. Molti sono attualmente in terapia intensiva, intubati.
Non c’è stato finora il tempo per fare polemiche talmente è il lavoro da fare: siamo
in piena emergenza e pensiamo a quella, ma va fatta una riflessione su quanti
morti avremmo potuto evitare.
Oggi ci è giunta una notizia a dir poco vergognosa. Non ci sono altre parole per
commentare che, nella discussione al Senato sulla conversione del Decreto Legge
Cura Italia del 17 marzo, sono stati presentati alcuni emendamenti che
prevedono una sostanziale immunità per le strutture sanitarie e per i soggetti
preposti alla gestione della crisi sanitaria in relazione agli eventi avversi accaduti
durante la pandemia da Covid-19 e in particolare “in caso di danni agli operatori”.
Tale proposta, che ci risulta venire da esponenti del governo e delle opposizioni,
ha provocato sconcerto e sdegno negli operatori sanitari.
Gli emendamenti, con sfumature differenti, sostengono lo stesso concetto: le
condotte dei datori di lavoro non determinano responsabilità penale, civile ed
erariale. Nessuno potrà indagare.
Quindi nessuna colpa se i DPI non sono arrivati, se i tamponi non sono stati fatti,
se respiratori e caschi non sono sufficienti, se la gravità dell’epidemia è stata
sottostimata, se l’organizzazione è stata, e continua a essere, incerta, lenta e
lacunosa.
Cercano un’assoluzione preventiva per sé, mentre farisaicamente plaudono a noi
medici, gli “eroi” che devono lavorare con abnegazione e spirito di servizio e tanto
basta. Questi emendamenti – e se verranno ritirati non cambierà il nostro giudizio
– sono crudeli, sprezzanti e offensivi per una categoria che sta combattendo una
guerra a mani nude correndo rischi enormi per onorare il proprio giuramento.
Sono inaccettabili e vergognosi in uno stato di diritto.
Come Ordine dei Medici, in accordo con le nostre organizzazioni sindacali,
chiediamo che i proponenti li ritirino immediatamente, chiedendoci scusa per
aver pensato di assolvere a priori le strutture sanitarie e le istituzioni che avevano
la responsabilità e il dovere di tutelarci.
I pazienti, i medici, gli operatori sanitari e gli italiani tutti si ricorderanno di
queste proposte vergognose. E ne trarranno le conseguenze al momento
opportuno.
Michele Valente
Presidente Ordine Medici di Vicenza