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Malo. Laboratorio-dormitorio cinese. Confartigianato: “Piaga da combattere”

La lotta all’abusivismo è il suo cavallo di battaglia. Una battaglia verso quel ‘lavoro in nero’ che mette in ginocchio chi invece svolge la propria attività, specie se piccola o di medie dimensioni, tra sudore e correttezza. Cercando di non affogare nel pantano burocratico, tasse prima di tutto. A pochi giorni dai sigilli apposti dai finanzieri al laboratorio tessile di Malo, gestito da cinesi, Andrea Nardello presidente confartigianato del mandamento del paese dice la sua sulla vicenda. “Una piaga che va combattuta”.

Operazione ‘citrus reticolata’
Un’operazione condotta dalle fiamme gialle della tenenza di Schio, assieme agli ispettori del lavoro di Vicenza. Un blitz che, oltre all’irregolarità dell’attività svolta nella propria abitazione dalla titolare cinese, ha portato alla luce le condizioni disumane alle quali i 20 lavoratori erano costretti. Duecento metri quadri di un’abitazione, trasformati non solo in laboratori, ma dove erano stati ricavati anche dei dormitori. Solo lavoro e basta per questi operai, ridotti in una simile condizione di schiavitù. In mezzo a tutto questo anche i figli minorenni della titolare, una cinese di 47 anni, che risulta indagata per omessa redazione del documento di valutazione dei rischi e non conformità dei luoghi di lavoro. Sulle condizioni dei bambini è stata informata anche la Procura dei Minori.


Nardello: “aberrante, da condannare con fermezza”
“L’operazione svolta dalla Guardia di Finanza merita un plauso per il risultato ottenuto. Prima di tutto dal punto di vista umano perché non possiamo permettere che ci siano persone trattate come schiave. E’ aberrante pensare che ci siano anche dei minori coinvolti, perché questo evidenzia tutta la mancanza di umanità da parte di chi ha agito in questo modo assolutamente da condannare con fermezza. Un secondo aspetto molto importante è la lotta all’abusivismo, fenomeno che penalizza le nostre imprese che quotidianamente devono affrontare il mercato cercando di ottemperare a tutte le norme che regolarizzano lo svolgimento delle attività imprenditoriali. Nell’ultimo anno nel nostro territorio è stato fatto un grande lavoro per combattere una piaga che noi, come associazione di categoria, cerchiamo da tempo di fronteggiare a tutela dei nostri associati che devono poter confrontarsi con una concorrenza leale e non abusiva”.

di Redazione AltovicentinOnline