Un ritorno alle origini per costruire il domani. È questo lo spirito del corso gratuito, teorico e pratico, dedicato alla costruzione dei muri a secco promosso dall’Unione Montana Pasubio Piccole Dolomiti nell’ambito del progetto Green Communities. La proposta formativa è stata presentata nel pomeriggio di giovedì 8 gennaio 2026 nella sede della Protezione Civile di Schio, davanti a una sala gremita: oltre cinquanta persone, tra cittadini, operatori e tecnici, hanno seguito con attenzione e interesse l’incontro introduttivo.

Il percorso prenderà il via già dalla prossima settimana con un primo corso rivolto a cittadini e attività del territorio; un secondo modulo, dedicato a tecnici e professionisti, è invece in programma per il mese di marzo. Il progetto è coordinato da AVVI – Studio associato, con la collaborazione di ITLA – ITALIA, Scuola Italiana della Pietra a Secco.

La costruzione in pietra a secco, tecnica antichissima con tracce risalenti addirittura al Neolitico e oggi riconosciuta come Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco, è stata ampiamente utilizzata anche nel Vicentino. Muri e “masiere” hanno per secoli modellato i terrazzamenti collinari e montani, definendo il paesaggio e rendendo coltivabili superfici altrimenti inutilizzabili.

Durante l’incontro, che è valso come prima lezione introduttiva, i relatori hanno spiegato come la posa delle pietre senza l’uso di cemento, selezionate direttamente sul posto e sovrapposte con sapienza, non abbia solo una funzione pratica. I muri a secco svolgono infatti un ruolo fondamentale dal punto di vista morfologico, microclimatico e biologico, favorendo la biodiversità di flora e fauna, migliorando il drenaggio dei suoli e contribuendo allo spietramento dei terreni. A tutto questo si aggiungono aspetti sociali, estetici e perfino artistici, capaci di valorizzare e abbellire il paesaggio.

L’obiettivo del corso è trasmettere una consapevolezza più ampia: quella dell’interdipendenza tra montagna e pianura, tra le azioni individuali e i risultati collettivi. Il terrazzamento viene proposto come strumento di prevenzione del dissesto idrogeologico, esempio di economia circolare e bene culturale capace di assumere nuove funzioni rispetto al passato. Il territorio interessato è quello dell’Unione Montana Pasubio – Piccole Dolomiti, una vera e propria “terra di mezzo”, ricca di naturalità e bellezza paesaggistica ma anche caratterizzata da criticità ambientali che richiedono cura e manutenzione.

In un contesto in cui l’agricoltura non è più centrale per quantità di produzione, i terrazzamenti possono però offrire nicchie di produzione di qualità, a valore aggiunto. Soprattutto, rappresentano un presidio indispensabile per la stabilità idrogeologica, in un’epoca segnata dall’abbandono dei pascoli e dall’avanzata dei boschi, fenomeni che aumentano il rischio di erosione.

«Siamo davvero orgogliosi di poter offrire questa preziosa occasione di apprendimento pratico ai cittadini dei comuni dell’Unione Montana Pasubio Piccole Dolomiti», ha dichiarato il presidente Mosè Squarzon. «È un accesso ai saperi di una volta e al recupero di un tempo in cui l’uomo dialogava con i luoghi in cui viveva. Non dobbiamo perdere queste conoscenze: sono fondamentali per far comprendere, soprattutto ai giovani, le connessioni profonde tra ambiente e attività umane e possono diventare anche interessanti opportunità lavorative».

Il bacino territoriale coinvolto comprende i dieci comuni dell’Unione: Monte di Malo, Piovene Rocchette, Posina, Recoaro Terme, San Vito di Leguzzano, Santorso, Schio, Torrebelvicino, Valdagno e Valli del Pasubio. La selezione dei partecipanti avverrà in base alla residenza o all’attività sul territorio (artigiani, agricoltori, operatori ambientali e associazioni), con priorità ai più giovani a parità di requisiti.

Il corpo docente riunisce competenze diverse: architetti, agronomi, archeologi, artigiani specializzati e guide ambientali. La parte pratica del corso si svolgerà a Valli del Pasubio, in località Valmaso, contrà Lauga, su un versante soleggiato e già inserito in un articolato sistema di terrazzamenti, lungo una delle varianti della “Via dell’acqua”.

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