Emergono dettagli raccapriccianti e preoccupanti dopo l’identificazione del 21enne di nazionalità marocchina, A.O., che è stato denunciato dalla Polizia Locale dell’Alto Vicentino per aver aggredito brutalmente un uomo di 42 anni, V.D., lo scorso 26 agosto, intorno alle 19, in Piazza Falcone Borsellino, sotto gli occhi increduli di decine di cittadini, tra cui numerosi bambini. La cosa più grave è che è libero.
L’aggressione, scaturita da un pretesto tanto banale quanto assurdo, il rifiuto di una sigaretta, si è trasformata in una scena da incubo: calci, pugni e una furia cieca riversata sulla vittima, che è tuttora ricoverata all’ospedale Alto Vicentino. Un pestaggio che lascia sgomenta un’intera comunità, colpita non solo dalla brutalità dell’atto, ma anche dall’assoluto disprezzo per la sicurezza pubblica dimostrato dall’aggressore. Grazie alle immagini di videosorveglianza, il giovane è stato individuato in tempi record. Rintracciato poche ore dopo alla la stazione ferroviaria di Schio mentre cercava di fuggire dalla città, ha tentato una fuga rocambolesca sui binari, costringendo le forze dell’ordine a un inseguimento ad alto rischio. Ma non è stato catturato.
A.O. è stato formalmente denunciato per l’aggressione e per resistenza a pubblico ufficiale. E non è finita qui. Dagli accertamenti è emerso un dettaglio ancor più inquietante: il giovane era stato recentemente scarcerato per reati gravissimi, tra cui sequestro di persona e violenza su minorenne. Alla luce di questo passato, la Polizia Locale ha chiesto l’adozione di misure preventive urgenti, ottenendo l’emissione di un foglio di via obbligatorio dal Comune di Schio.
Ma l’indignazione non finisce con l’aggressore. A far discutere è anche la posizione della vittima. V.D., già noto alle forze dell’ordine, è finito nei guai durante le indagini: una perquisizione ha portato al rinvenimento di un grosso coltello a serramanico e di materiale lapideo di presumibile valore storico-artistico, di cui non ha saputo giustificare la provenienza. Per lui è scattata la denuncia per ricettazione e porto abusivo d’arma da taglio.
Una vicenda dai contorni sconcertanti, che mette in luce ancora una volta quanto sia urgente il bisogno di presidio costante del territorio e tolleranza zero verso ogni forma di violenza e illegalità. Piazza Falcone Borsellino, simbolo di legalità, non può e non deve trasformarsi in teatro di simili episodi.
di redazione AltovicentinOnline
