Nessun conflitto di interessi, nessuna irregolarità, nessuna ombra. È quanto hanno stabilito Prefettura e Autorità Nazionale Anticorruzione sulla nomina dell’assessore Marco Gianesini a presidente della Fondazione Teatro Civico. Un esito limpido, che lo stesso assessore aveva illustrato nel Consiglio comunale del 27 novembre 2025.

 Commenta l’assessore Gianesini «Per mesi una parte delle minoranze ha trasformato questa vicenda in un “caso politico”, parlando di illegittimità, conflitti d’interesse e ruoli incompatibili, chiedendo l’intervento delle autorità e alimentando un clima di sospetto ben oltre il merito della questione. È bastato attendere gli accertamenti ufficiali per scoprire che né la Prefettura né l’ANAC hanno ravvisato alcuna violazione. Tutto archiviato, senza rilievi. È la prova che il caso non esisteva. Il percorso amministrativo parla da sé: l’esposto di Fratelli d’Italia a gennaio; le richieste di chiarimento della Prefettura e la risposta del Segretario Generale, seguite dall’archiviazione il 24 aprile; poi l’approfondimento dell’ANAC, la relazione della Fondazione e la definitiva archiviazione. Tutto nero su bianco. Tutto consultabile da chiunque avesse avuto interesse a verificare prima di accusare.

Oltretutto, gli atti chiariscono in modo inequivocabile la struttura della Fondazione e l’assenza di qualsiasi incompatibilità. Lo statuto e le procure depositate in Camera di Commercio – documenti pubblici, accessibili a tutti – stabiliscono che la gestione amministrativa e la firma dei contratti spettano al Segretario Generale, non al Presidente né al Consiglio di Amministrazione. Il Presidente esercita funzioni di indirizzo politico e/o di rappresentanza, non poteri gestionali che spettano al Segretario. Parlare di conflitto d’interessi significa non conoscere le norme o non averle lette.

Una cosa sono le opinioni politiche – legittime, anche quando sono dure – altro è insinuare violazioni di legge. Prima di parlare di “irregolarità” sarebbe bastato informarsi, chiedere agli uffici, leggere gli atti. Si è scelta invece la scorciatoia della polemica, sperando forse più in un titolo di giornale che nella verità dei fatti”.

 Adesso, a distanza di poche settimane è arrivato anche il rinnovo della convenzione per i prossimi quattro anni, fino al 31 dicembre 2029.

La convenzione è stata sottoscritta dal Segretario Generale dott. Filippo Fanton (l’unico ad avere i poteri di firma per la Fondazione) e dalla dott.ssa Elena Ruaro dirigente del Settore Cultura, confermando una collaborazione strategica per la vita culturale della città e garantendo continuità alla programmazione teatrale, educativa e sociale dei prossimi anni.

Il nuovo accordo, in vigore dal 1° gennaio 2026, rafforza un rapporto che affonda le proprie radici nei primi anni Novanta, quando il Comune diede vita alla Fondazione per dotare Schio di una struttura stabile e qualificata dedicata alla promozione della cultura teatrale. Una collaborazione che nel tempo si è evoluta e consolidata diventando uno dei pilastri dell’offerta culturale cittadina.

La convenzione conferma il sostegno dell’amministrazione comunale a un progetto culturale articolato e riconosciuto, che spazia dalla stagione teatrale per il pubblico adulto alle rassegne per bambini e famiglie, dalle attività di educazione teatrale nelle scuole ai percorsi laboratoriali per studenti, fino a iniziative di forte impatto sociale come Dance Well – ricerca e movimento per il Parkinson, oltre alle collaborazioni con le associazioni del territorio.

«Il rinnovo della convenzione – sottolinea l’assessore alla cultura e presidente della Fondazione, Marco Gianesini – è una scelta di continuità: il Teatro Civico assieme al Teatro Astra rappresenta un presidio culturale fondamentale per Schio, capace di produrre cultura, educazione ma anche coesione sociale. L’accordo quadriennale consente una programmazione più ampia e stabile, accompagnando così l’intero mandato amministrativo».

Dal punto di vista dell’ente, l’intesa consente di proseguire nel sostegno agli obiettivi statutari della Fondazione, riconoscendo il valore pubblico delle attività culturali ed educative proposte, che rispondono a un interesse generale della collettività.

Comunicato Stampa

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo su:
Stampa questa notizia