Nonostante gli sforzi per salvarlo, è morto il cervo che eri aveva sfondato il cancello di una villa di Thiene, entrando nel giardino.

Come racconta Dorino Stocchero, volontario del Centro Recupero Animali Selvatici Difesa Natura 2000 Vicenza e Provincia ed ex agente della polizia provinciale di Vicenza, l’animale era stato sedato e le ferite curate prima di essere liberato poco distante, sui colli dell’Alto Vicentino, dove avrebbe potuto trovare un altro gruppo di cervi. L’intervento in soccorso dell’animale selvatico, che pesava circa 180 kg, era stato coordinato dal Cras di Arcugnano, e proprio Stocchero è arrivato a Thiene, chiamato dai colleghi di Arzignano. Nonostante le cure immediate e la professionalità dei volontari e della polizia provinciale, il cervo non ce l’ha fatta.

“La cattura era andata bene e dopo averlo sedato, curato le ferite superficiali esterne, è stata data la possibilità al cervo di riprendersi, in un ambiente naturale per lui- spiega Dorino Stocchero-Era stato liberato dopo che l’anestesia era passata, sotto il monitoraggio della polizia che oggi lo hanno trovato morto.  Purtroppo, le sconfitte ci sono: gli animali sono molto fragili. Noi ce l’abbiamo messa tutta”.

La notizia della cattura e del rilascio dell’animale era stata seguita con apprensione dai nostri lettori, che, una volta liberato, avevano iniziato a ‘tifare’ per lui. Purtroppo, il destino non è stato dalla sua parte, ma l’attenzione e la solidarietà dimostrate testimoniano quanto gli animali selvatici siano sentiti e amati dalla comunità.

Anche il veterinario Massimo Nicolussi, intervenuto il giorno prima nella villa, conferma la delicatezza dell’operazione: “probabilmente il cervo ha patito lo stress da cattura, che provoca la sofferenza muscolare con necrosi. Da non escludere anche miocardiopatia da stress- aggiunge, tornando a quei momenti- Il risveglio era stato buono e una volta liberato è stata organizzata una staffetta di volontari per il monitoraggio, ma probabilmente il cardiocircolatorio ha ceduto. I traumi contro gli ostacoli hanno poi fatto il resto, contribuendo all’aggravamento” continua Nicolussi, specificando che per un controllo più approfondito, nel caso di animali dalle grosse dimensioni come il cervo di ieri, sarebbero state necessarie strutture specifiche, come quelle per cavalli,  per poter fare una tac o una risonanza magnetica, specifica concludendo: “strutture anche pronte ad intervenire subito, magari per sapere che la patologia era già troppo avanti per potere intervenire”.

di Redazione AltovicentinOnline

Thiene. Grosso cervo piomba in città e sfonda il cancello di una villa

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