Quando per molti a Thiene arriva l’ora del dormire, in via Kennedy viene scritta un’altra storia. Fatta di “bivacchi, schiamazzi e rifiuti lasciati”. Ma non solo. A preoccupare è soprattutto la tensione che, secondo chi vive nel quartiere, si crea quando cala il buio e arriva il gruppo di giovani che tra schiamazzi, urla e musica dilaniano la quiete notturna. E anche una semplice richiesta di abbassare i toni, dopo ore di esasperazione, può trasformarsi in un momento di confronto acceso. È quanto sarebbe accaduto nella notte tra il 9 e il 10 luglio scorso.
Le due di notte: scoppia la tensione
Sono le due di notte. G.D., “vi chiedo di non mettere il nome perché ho il terrore che mi vengano a cercare a casa” racconta una scena ormai nota in via Kennedy: “un gruppo di giovani si è radunato negli spazi di passaggio del complesso residenziale, tra il Bosco e il quartiere interno, dando vita a schiamazzi e musica ad alto volume”. Un’altra notte, come lamentano i residenti, in cui il riposo diventa difficile da conquistare. Ma, tra stanchezza ed esasperazione, un residente interviene come racconta ancora G.D.: “Il disturbo era veramente esasperante e, direttamente dal proprio terrazzo, ha redarguito i ragazzi. Ne è scaturito un alterco verbale molto acceso, con parole violente e offensive. E’ stata una scena paurosa”. Poi arriva l’avvertimento: se il gruppo non si fosse allontanato, sarebbero stati chiamati i Carabinieri. Solo allora gli animi si raffreddano e le persone iniziano ad andare via.

“Non è un episodio isolato”
Ma per chi abita in zona il problema resta. Perché quella notte, racconta G.D., è soltanto l’ultimo episodio di una lunga serie. “Non si tratta di un caso isolato. L’area è ostaggio di bivacchi a ogni ora del giorno e della notte, che lasciano sul posto sporcizia e degrado. Anche altri residenti, in passate occasioni, si sono scontrati verbalmente con questi disturbatori”.
La paura di uscire di casa
A preoccupare è soprattutto la percezione di insicurezza. “Uscire di casa nelle ore serali può significare trovarsi davanti gruppi numerosi e su di giri, palesemente allergiche al rispetto del prossimo-continua-Una presenza che genera disagio e che porta qualcuno a evitare di passare in quelle aree. Siamo veramente arrivati a questo punto? Arrivare a sentirsi a disagio in casa propria, nel proprio quartiere? Persino il sindaco è intervenuto personalmente una sera per allontanare questi soggetti, e dí ciò bisogna dargliene merito. Ma è evidente che ciò non basta”.
“Servono controlli continui e sanzioni esemplari”
Perché il problema, dice, non si risolve con un intervento occasionale.” Ci vuole il pugno di ferro: controlli stringenti, continui e sanzioni esemplari per restituire la dovuta quiete e la sicurezza al quartiere”, conclude.
di Redazione AltovicentinOnline
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