Cinquant’anni di CNA Veneto celebrati con uno sguardo al futuro. Ma il futuro, per una parte dell’artigianato veneto, rischia di presentare un conto tutt’altro che leggero. È questo il messaggio emerso dall’assemblea per il cinquantesimo anniversario dell’associazione, dove sono stati presentati dati e stime sulla tenuta del comparto e, soprattutto, sul problema del ricambio generazionale. Uno studio rilanciato dai consiglieri regionali del Partito Democratico Giovanni Manildo e Paolo Galeano: “i non lasciano spazio a dubbi: il Veneto si trova di fronte a un’emergenza strutturale e generazionale da cui dipende il futuro economico e sociale della nostra regione. L’allarme lanciato dal mondo artigiano è gravissimo sia sul fronte della tenuta del tessuto produttivo che su quello dell’occupazioneassenza di un adeguato ricambio generazionale”.
Una previsione che, secondo le stime presentate dall’associazione, potrebbe mettere a rischio oltre 60 mila posti di lavoro e bruciare circa 10 miliardi di euro di Pil regionale. Numeri pesanti, soprattutto perché dietro ogni impresa che chiude non c’è soltanto una serranda abbassata, ma competenze, posti di lavoro e pezzi di economia locale che rischiano di sparire.
Il nodo indicato da CNA è soprattutto quello del passaggio di consegne. Quando il titolare arriva alla pensione e non c’è un figlio, un giovane imprenditore o un acquirente disposto a proseguire l’attività, il rischio è che anni di esperienza e professionalità finiscano semplicemente con l’azienda. E il problema, secondo Manildo e Galeano, non si limita al ricambio generazionale. I due consiglieri citano anche un saldo negativo di oltre 14 mila imprese che hanno già chiuso e una crescita del Veneto nell’ultimo quinquennio indicata come inferiore alla media nazionale. Da qui l’affondo politico: secondo i due esponenti dem, la Regione non può continuare a considerare scontata la capacità del sistema economico veneto di rigenerarsi da solo. “Parliamo di numeri imponenti e drammatici: senza un piano organico per il ricambio generazionale, nei prossimi dieci anni rischiamo di veder scomparire 37 mila imprese artigiane guidate oggi da titolari over 60, mettendo a rischio il posto di lavoro di oltre 60 mila addetti e bruciando 10 miliardi di euro di PIL regionale. A questo si aggiunge un trend di crescita della nostra regione che nell’ultimo quinquennio si attesta sotto la media nazionale, a fronte di un saldo negativo di oltre 14 mila imprese che hanno già chiuso i battenti”.
“La politica e le istituzioni regionali non possono continuare ad agire con l’illusione che il modello Veneto viaggi da solo per inerzia”, incalzano i due consiglieri dem. “I problemi legati all’accesso al credito, il peso soffocante della burocrazia, la mancanza di incentivi mirati e la distanza dei giovani dalle professioni manifatturiere richiedono una programmazione d’impatto e immediata”. Per queste ragioni, Manildo e Galeano chiedono una risposta concreta e tempestiva: “chiediamo che la Regione dia immediatamente ascolto alle istanze espresse dal presidente Moreno De Col e dal segretario Matteo Ribon. È necessario convocare urgentemente un confronto in terza commissione consiliare, attività produttive, per audire le categorie economiche, analizzare la situazione nel dettaglio e individuare subito gli strumenti normativi e finanziari indispensabili per accompagnare il passaggio generazionale e tutelare l’artigianato veneto”.
di Redazione AltovicentinOnline
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