AltoVicentinOnline

Futuro incerto per il consorzio di polizia locale Alto vicentino di Schio

E` a rischio il consorzio di polizia locale Alto vicentino di Schio. E` quanto risulta dalla lettura della legge della regione veneto n.18 del 27/04/2012, diventata operativa dopo la scadenza dei termini per far ricorso da parte dello stato centrale o di chi ne avesse titolo lo scorso 3 luglio.

Questo testo, nato per porre dei limiti alla soppressione dei consorzi di funzioni prevista dalla finanziaria 2010, ottiene infatti la ’salvezza’ dei consorzi monofunzionali di polizia locale nel veneto, ma il Consorzio di polizia locale Alto vicentino di Schio non è monofunzionale, in quanto dal 2010 gestisce, oltre che il servizio di polizia locale per i comuni consorziati, anche, per una parte dei comuni appartenenti, il servizio di protezione civile, che fino al 2010 era gestito dalla comunità montana Leogra-Timonchio.
Secondo la legge regionale e le leggi nazionali, la prefettura dovrebbe di conseguenza scioglierlo ’d’imperio’ e nominare un commissario ’ad acta’.
Questo non vale per gli altri 2 consorzi vicentini, Valleagno di Valdagno e Nordest vicentino di Thiene, che sono assolutamente monofunzionali in quanto gestiscono solo la polizia locale, quindi sarebbero salvi.
Si configurano per il consorzio di polizia locale Alto vicentino di Schio quindi tre diverse ipotesi.
Nella prima tornerebbe a fare solo polizia locale, ritornando monofunzionale ma rinunciando agli introiti derivati dalla protezione civile.
Un’altra possibilità`sarebbe mantenere il consorzio Alto vicentino di Schio – polifunzionale – protraendone lo scioglimento fino alla fine del mandato dell’attuale consiglio di amministrazione, nel 2014, per la scadenza di quasi tutte le amministrazioni comunali dei comuni che ne fanno parte.
Infine si prospetta l’ipotesi della chiusura del consorzio ’d’imperio’ da parte della prefettura e della sua conseguente trasformazione in un’unione dei comuni.
Questa soluzione pero` sarebbe difficilmente praticabile, perché un’eventuale unione dei comuni prevederebbe nei suoi organismi direttivi anche esponenti delle minoranze consiliari dei comuni aderenti , con la conseguenza di una impacciata governabilità delle situazioni contingenti.
In alternativa, il riassorbimento della polizia locale da parte dei comuni, avrebbe la conseguenza deleteria per questi ultimi di dover pagare altri tre o quattro, ma magari anche 10 o 20 operatori : in tempi di ’spending review’ per i comuni sarebbe il tracollo.
La questione resta per il momento in sospeso, in attesa di chiarimenti degli amministratori del consorzio stesso.

U.D.A.