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‘La Salita del Costo non si tocca’ insulti e minacce a mamme e nonne

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO da un lettore, che ci ha scritto questa lettera

L’ho sempre detto che a cambiare il mondo saranno le donne e l’articolo sulle mamme, sulla parrucchiera, l’insegnante, la commerciante, l’artista che prendono posizione, esprimendo un’opinione garbata, premettendo di non avercela nè con gli organizzatori, nè con chi ha gareggiato nella Salita del Costo, nè, si legge testualmente ‘Con chi ha avuto l’occasione di racimolare qualche soldo’ è l’emblema di una generazione di donne con gli attributi. Sono in prima linea con garbo, educazione, non attaccano nessuno, esprimono dubbi e sfogano il loro disagio di una vita quotidiana con dad e la chiusura della loro attività commerciale. Hanno espresso un’opinione civile, che tutti noi abbiamo formulato anche quando c’è stato Sanremo, interrogandoci sull’opportunità di una gara canora. Come si fa in democrazia, come si fa in una società moderna, ma dati gli attacchi ricevuti da queste donne che ci hanno messo faccia e nome, mi rendo conto che siamo nella preistoria. Qualcuno, prendendo il like di qualche donna, ha scritto loro ‘UCCIDETEVI’. Lo ha scritto a lettere maiuscole e non riesco a fare finta di niente, non riesco a non vergognarmi di appartenere ad un genere maschile che si fa valere, vuole prevaricare, vuole schiacciare con la violenza. Una decina di donne che raccontano con il cuore in mano le loro giornate barcamenandosi tra dad, ricerca dei pc per i loro figli che non possono rimanere indietro nonostante la chiusura delle scuole ed un gruppo di maschi che si definiscono amanti delle sport che le ‘prendono a cazzotti’ solo perchè queste grandi donne hanno espresso un’opinione. Perchè non avrebbero dovuto farlo? Sono un uomo, sono un padre. Vivo nell’Alto Vicentino e i miei figli di 11 e 13 anni, davanti al servizio di Tva che parlava della Salita del Costo a Cogollo e Caltrano mi hanno fatto delle semplici domande: ‘Papà, perchè noi non possiamo andare a scuola e queste persone possono correre con le loro auto?’. Me lo avevano chiesto in altre occasioni, quando vedevano andare in bici i loro compagnetti durante il primo lockdown ed io chiedevo di stare a casa per evitare di prendere il virus che poteva contagiare la nonna che vive con noi e che ha quasi 80 anni. Cari ‘sportivi maschietti’, perchè queste donne non potevano porsi la stessa domanda? Perchè dovete attaccarle augurando loro di uccidersi solo perchè si sono poste delle domande? Non vi hanno contestato nulla, lo hanno ribadito nell’articolo che forse non avete nemmeno letto. Che maschi siete voi che vi sentite forti grazie al rombo di un’auto che vi fa sentire onnipotenti usando la violenza dietro ad uno schermo? E voi, donnette che mettete i like a uomini che attaccano donne come voi, che persone siete?  Perchè dovrei sentirmi in colpa perchè non riesco a spiegare ai miei due figli perchè devono stare chiusi in casa e non possono giocare nella corte mentre il sole è fuori ad attanderli? Perchè devo tacere mentre la mia mente si interroga? Perchè devo avere paura della vostra violenza? Siete solo dei bulli da tastiera, che non sanno confrontarsi, spiegare con garbo. Non vi definite sportivi per favore, lo sport è ben altro che i vostri insulti a donne, madri e persone che fanno sacrifici immensi per sostenere questo momento storico. Sono un uomo che difende queste donne, che non volevano ragione, cari maschietti dal ‘ce l’ho duro’ con l’acceleratore, volevano essere ascoltate. Se foste stati uomini veri vi sareste confrontati, ma avete sporcato la definizione di sport con i vostri insulti. Mi vergogno di voi, che magari avete mogli, fidanzate e figli che nel giorno della violenza sulle donne, mettono le scarpette in copertina di facebook. Adesso, rileggevi l’articolo, dove queste grandi donne hanno spiegato le loro difficoltà giornaliere e vergognatevi.

Mauro Campese, 50 anni, padre di due figli in dad

Caltrano. “La Salita del Costo non rispetta i nostri sacrifici”. Il reportage