“Leggo con preoccupazione un sondaggio riguardo i veneti favorevoli all’eutanasia”. Perchè, spiega il consigliere regionale Davide Lovat (Resistere Veneto), “quando si introduce il principio per cui alcune vite possono essere considerate non degne di essere vissute, si apre una porta che la storia ci insegna essere estremamente pericolosa. Non accetto che si trasformi un problema umano, drammatico e complesso come la sofferenza, in una scorciatoia ideologica che propone la morte come soluzione. Esiste un’alternativa, concreta e già disponibile: le cure palliative. Esiste una medicina che accompagna, che allevia il dolore, che sostiene la persona e la sua famiglia senza abbandonarla. Ed è su questo che le istituzioni devono investire con decisione”. Secondo Lovat, però, “troppo spesso queste possibilità non sono conosciute o non sono accessibili in modo uniforme. Prima di parlare di eutanasia, bisognerebbe garantire a tutti un accesso reale, diffuso e dignitoso alle cure palliative. Una società degna di questo nome non elimina chi soffre: lo accompagna. Non abbrevia la vita: la protegge fino alla fine. Per questo continuerò a sostenere con forza la necessità che il Veneto si affermi come comunità che rifiuta ogni logica selettiva sulla vita umana e che investe, senza ambiguità, sulla cura, sulla dignità e sulla solidarietà. Su questi temi non sono ammesse ambiguità: o si sta dalla parte della vita, sempre, oppure si imbocca una strada che la storia ha già dimostrato dove può portare”, conclude Lovat.

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