Nel dibattito tornato d’attualità sulla ferrovia Schio–Vicenza, anche alla luce delle recenti prese di posizione della Camera di Commercio di Vicenza e delle criticità evidenziate dai pendolari, Fratelli d’Italia Schio ritiene necessario riportare la discussione su un piano di concretezza e realismo, dopo oltre venticinque anni di annunci e promesse mai tradotte in risultati tangibili.
“Bene il rilancio della Camera di Commercio di Vicenza che, a ragione, chiede alla politica di impegnarsi seriamente per l’ammodernamento della tratta Schio–Vicenza. Dopo più di 25 anni di proclami e di metropolitane di superficie evocate a ogni tornata elettorale, è arrivato il momento di smettere di vendere fumo ai cittadini e di puntare su obiettivi realistici e concretamente raggiungibili” – spiega Alex Cioni, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale a Schio.
“Non sono un tecnico – prosegue Cioni – ma è evidente a chiunque utilizzi la linea che il vero collo di bottiglia non è tanto la trazione dei treni, quanto la presenza di ben 27 passaggi a livello lungo appena 30 chilometri di tratta. Se si vuole davvero ridurre il tempo di percorrenza dagli attuali 42 minuti ai 30–33 minuti auspicati, è da lì che bisogna partire. Senza la loro eliminazione non si riducono i tempi, non si aumenta la frequenza e il servizio resta poco competitivo rispetto all’auto. L’elettrificazione resta un obiettivo strategico importante, ma va detto che su una tratta a binario unico di 30 chilometri esistono già soluzioni tecnologiche disponibili. I treni ibridi e a batteria, già operativi in Veneto, rappresentano una risposta concreta per migliorare comfort, frequenza e sostenibilità ambientale, senza dover attendere anni di cantieri complessi” -osserva Cioni.
Per l’esponente di FdI c’è poi il tema dell’ammodernamento delle stazioni. “Dopo l’intervento su Thiene, la stazione capolinea di Schio si presenta in condizioni indecenti, non all’altezza di una città che dovrebbe guardare ai modelli del Nord Europa per ciò che rappresenta economicamente. A questo si aggiunge un problema evidente di evasione tariffaria e di carenza di controlli visto che una parte significativa dell’utenza, in particolare immigrati e richiedenti asilo che utilizzano quotidianamente la tratta Schio–Vicenza, viaggia senza biglietto, alimentando una situazione di impunità che contribuisce al degrado del servizio e penalizza chi paga regolarmente”.
Quindi, per il capogruppo meloniano a palazzo Garbin, “serve meno retorica sulla metropolitana di superficie e più interventi concreti, con scelte chiare sulle priorità, tenendo conto dei costi e delle esigenze del territorio”. “Eliminare prima di tutto i passaggi a livello, migliorare le stazioni e rafforzare i controlli. Solo così la Vicenza–Schio potrà diventare una vera alternativa all’auto e offrire un servizio efficiente e affidabile, all’altezza delle esigenze di pendolari e cittadini – conclude Cioni.
Comunicato Stampa
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