Non riesce a stare lontana dalla politica, non ha mai smesso di studiare e il Movimento 5 Stelle, di cui fa parte da oltre 10 anni, l’ha voluta in corsa nelle parlamentari del prossimo 25 settembre. Al voto riservato agli iscritti, di cui è leader Giuseppe Conte, ex presidente del Consiglio, si è piazzata terza in tutto il Veneto 2, che ha 3 circoscrizioni. Alessia Gamba, residente a Marano, ma con un passato da consigliere d’opposizione al comune di Thiene, dove ha sempre dato filo da torcere su temi che sono poi entrati in tutti i programmi delle scorse amministrative, corre per vincere. E può farcela. Madre di tre figli, sposata con Massimo Ranzato che ha sempre creduto in lei, è cresciuta sentendo parlare di politica sin da bambina grazie a un padre vivace come Tiziano, il suo primo sostenitore. Alessia Gamba ha sempre creduto nel ruolo attivo di una cittadinanza che non può assistere passivamente alle decisioni della politica che amministra, per questo vuole farne parte: perché solo facendola la politica puoi cambiare le cose da dentro. Ambiente, disabilità e diritti civili, la guerriera dell’Alto Vicentino vuole tentare la scalata romana, credendo innanzitutto nella figura rassicurante di Conte, che domani incontrerà personalmente, in quanto in visita a Vicenza.

Cosa gli italiani non hanno capito di Conte?

Sono convinta che la figura di Conte, l’avvocato del popolo, sia stata capita benissimo all’inizio e poi sapientemente reinterpretata per becera propaganda dopo la caduta forzata del Conte 2. È una persona che ci mette la faccia, che ascolta e che si impegna per te. Lo ha dimostrato in tutto il periodo del Covid, portando l’Italia a divenire capofila nella gestione pandemica in Europa, lo ha dimostrato spiegando ai cittadini ogni provvedimento che si rendeva necessario giorno dopo giorno. È quello che va in prima persona nelle fabbriche, nelle assemblee. Lui è quello che, con tutti scettici, compresa parte della sua maggioranza, è andato in Europa e ha portato a casa i 209 miliardi, frutto delle riforme strutturali fatte fino a quel momento (una su tutte la riforma Bonafede, che ha ricevuto il plauso dall’Unione) e di quelle che erano nell’agenda di governo, che hanno purtroppo risvegliato certe coscienze imprenditrici. Diciamola tutta, tutti questi soldi facevano gola a troppi che con il Conte 2 sarebbero stati tenuti fuori, o quantomeno avrebbero potuto partecipare secondo regole chiare, senza scorciatoie ad hoc. Ecco perché è stato fatto cadere.

Tra Enrico Letta e Giorgia Meloni chi butterebbe giù dalla torre?

Giorgia Meloni, ovviamente, perché Letta la seguirebbe spontaneamente, mica c’è bisogno di spingerlo.

Come è cambiato il Movimento 5 Stelle in questi anni?

È sicuramente maturato, ha dimostrato di saper dialogare con le altre forze e di governare apportando misure rivoluzionarie. Dal bonus 110%, reddito di cittadinanza alla riforma Bonafede. Sono misure rivolte in primis agli interessi dei cittadini, in un panorama, quello italiano, fermo e inerme, in cui per troppo tempo si sono fatti gli interessi dei gruppi di potere e solo le briciole arrivavano al popolo.

Meloni e Letta stanno monopolizzando la campagna elettorale stabilendo un bipolarismo che vi tiene ai margini…

Il bipolarismo si può curare, credo ci siano specialisti e farmaci adatti. Scherzo, ovviamente. La questione di fondo è la torta da spartire, meno si è e più si mangia. Se poi tieni fuori chi si batte per regole chiare e trasparenza…

Come l’ha cambiata il Movimento?

Cambiata?

Lei è rimasta fedelissima al Movimento 5 Stelle, cosa l’ha mantenuta legata?

Le idee. Nel Movimento sono fondamentali la solidarietà per le persone, il rispetto dei diritti civili e la salvaguardia dell’ambiente, tutte cose a cui tengo moltissimo.

Cosa potrebbe portare a Roma?

La mia esperienza, la mia grinta e le esigenze del nostro territorio, che sono molte.

Una figura del Movimento che stima, che segue e a cui si ispira…

Ce ne sono molte, Bonafede per la legge Spazzacorrotti e la riforma della Giustizia, Costa per la legge Salvamare, Fraccaro per il 110% che si è tradotto nella più grande crescita del Pil che mi ricordi, Perenzoni per aver lottato con le unghie e con i denti per far emergere e riconoscere il disastro ambientale provocato dai Pfas, ma potrei andare avanti ancora…

Reddito di cittadinanza, Conte ha dichiarato che se venisse abolito ci sarebbe una rivolta sociale: cosa ne pensa?

Penso sia stata una gran cosa ed in un momento di crisi profonda come quello che stiamo vivendo è stato una salvezza per molti. Ha ridato dignità ai lavoratori, facendo emergere tutto quel sottobosco di precarietà e lavoro sottopagato, di vero e proprio sfruttamento, che anni e anni di cecità del passato avevano di fatto consolidato. Penso anche che, per arrivare alla sua completa funzionalità, abbia bisogno di vedere attuata la riforma dei Centri per l’Impiego, che sono però di competenza regionale.

Laura San Brunone

 

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